Regione Basilicata

Legge Regionale 20 luglio 1993, n. 39

Legge Regionale 9 dicembre 1997, n. 50

 

 

Legge Regionale 20 luglio 1993, n. 39

Norme di attuazione per la disciplina delle cooperative sociali.

Art. 1. (Finalità).
In attuazione dell'art. 9 della legge 8 novembre 1991 381 la Regione Basilicata, con la presente legge:
- istituisce e regolamenta la sezione dell'albo regionale delle cooperative riguardanti le cooperative sociali;
- determina le modalità di raccordo con l'attività dei servizi socio- sanitari nonché con le attività di formazione professionale e di sviluppo dell'occupazione;
- adotta convenzioni tipo per i rapporti tra le cooperative sociali (e loro consorzi) e gli Enti Pubblici;
- definisce le misure di promozione, sostegno e sviluppo della cooperazione sociale.

TITOLO I
ALBO REGIONALE DELLE COOPERATIVE

Art. 2. (Istituzione della sezione dell'albo).
E' istituita la sezione dell'albo regionale delle cooperative sociali articolato nelle seguenti sotto sezioni:
a) sotto sezione A), nella quale sono iscritte le cooperative che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi;
b) sotto sezione B), nella quale sono iscritte le cooperative che svolgono attività diverse - agricole, industriali, commerciali e di servizi
- finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate;
c) sotto sezione C), nella quale sono iscritti i consorzi di cui all'art. 8 della legge 8-11-1991, n. 381.

Art. 3. (Requisiti per l'iscrizione).
1. Possono essere iscritte alla sezione di cui all'art. 2 le cooperative sociali ed i loro consorzi aventi sede legale nella Regione e che risultino iscritti nella sezione ottava del Registro Prefettizio delle cooperative.
2. Per ottenere l'iscrizione, le cooperative debbono presentare alla Regione Basilicata - Dipartimento Sicurezza Sociale - domanda corredata da:
a) certificato di iscrizione alla sezione ottava del Registro Prefettizio;
b) copia dell'atto costitutivo e dello statuto;
c) autocertificazione circa gli ambiti di attività in cui la cooperativa agricola opera ed i relativi servizi;
d) autocertificazione sulla composizione della compagine sociale;
e) relazione sulle caratteristiche professionali di quanti operano all'interno della cooperativa;
f) relazione sull'attività svolta;
g) copia dell'ultimo bilancio;
h) per le cooperative che chiedono l'iscrizione nella sotto sezione B) certificazione circa la presenza - all'interno della compagine sociale - di lavoratori svantaggiati nella misura prevista dall'art. 4 della legge 8-11- 1991, n. 381;
i) dichiarazione del rappresentante legale di non essere incorsi in violazione in materia di lavoro - previdenziali e fiscali - non conciliabili in via amministrativa.
3. Nel caso di cooperative di nuova costituzione i documenti di cui alle lettere e), f), g) sono sostituiti da un articolato progetto relativo all'attività che la cooperativa intende svolgere.
4. La domanda di iscrizione dei consorzi deve essere corredata da:
a) certificato di iscrizione nella sezione ottava del Registro Prefettizio;
b) copia dell'atto costitutivo e dello statuto;
c) relazione sull'attività svolta;
d) copia dell'ultimo bilancio;
e) certificazione circa la presenza di cooperative sociali nella misura prevista dall'art. 8 della legge 8-11-1991, n. 381.
5. L'iscrizione all'albo regionale viene disposta con decreto del Presidente, su conforme delibera della Giunta Regionale, entro novanta giorni dalla data di ricezione della domanda completa di tutta la documentazione richiesta.
6. Il provvedimento è notificato al richiedente, alla Prefettura ed all'Ufficio Provinciale del Lavoro e della Massima Occupazione ed è pubblicato per estratto, sul Bollettino Ufficiale della Regione.
7. In caso di rigetto della domanda, viene data comunicazione scritta ai soggetti interessati entro il termine di 30 giorni.

Art. 4. (Adempimenti successivi all'iscrizione).
1. Le cooperative sociali ed i consorzi iscritti all'albo regionale sono tenuti a trasmettere, entro 30 giorni dall'approvazione, eventuali variazioni dello statuto, il bilancio annuale e la relazione degli amministratori che contenga una nota informativa relativa all'attività svolta, alla composizione ed alla variazione della base sociale ed al rapporto tra numero di soci ed altri dipendenti e collaboratori.
2. Qualora le cooperative sociali ed i consorzi abbiano ottenuto contributi regionali, la relazione degli amministratori di cui al comma 1 deve specificare la modalità di utilizzo di tali incentivi.
3. Gli uffici preposti alla tenuta dell'albo possono chiedere in qualunque momento informazioni e precisazioni aggiuntive.

Art. 5. (Cancellazione).
1. La cancellazione degli enti cooperativi dalla sezione dell'albo regionale è disposta con decreto del Presidente, su conforme delibera della Giunta Regionale, quando questi non abbiano adempiuto agli obblighi di cui ai precedenti articoli 3 e 4, o quando non sia stata effettuata entro l'anno, la revisione di cui all'art. 5 - terzo comma, legge 8-11-1991, n. 381.
2. La cancellazione è disposta altresì quando le cooperative o il consorzio siano stati sciolti, risultino inattive da più di 24 mesi o cancellate dal Registro Prefettizio anche a seguito delle ispezioni effettuate ai sensi del D.L.C.P.S. 14-12-1947, n. 1577 e successive modificazioni, nonché qualora esso non sia in grado di continuare ad esercitare la propria attività.
3. Il provvedimento di cancellazione è comunicato a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno all'ente, nonché alla Prefettura e all'Ufficio Provinciale del Lavoro e della Massima Occupazione ed è pubblicato per estratto sul Bollettino Ufficiale della Regione.
4. Nel caso in cui il numero dei lavoratori svantaggiati di cui all'art. 4 scenda al di sotto del 30% dei lavoratori della cooperativa o quello dei soci volontari di cui all'art. 2 comma 2 della legge 381/91 superi la misura del 50% dei soci, si provvede alla cancellazione qualora la compagine sociale non venga riequilibrata entro un anno dalla data in cui si è manifestata l'irregolarità.

TITOLO II
RACCORDI CON L'ATTIVITA' DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI DI FORMAZIONE
PROFESSIONALE E DI SVILUPPO DELL'OCCUPAZIONE

Art. 6. (Raccordo con i servizi socio-sanitari).
La programmazione regionale e gli atti regolamentari nel campo delle attività socio-sanitarie debbono prevedere le modalità di specifico apporto delle cooperative sociali.
In particolare vengono individuati settori di intervento nei quali alle cooperative sociali viene riconosciuto un ruolo prioritario in forza delle caratteristiche di finalizzazione della promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini che sono loro proprie.

Art. 7. (Raccordo con le politiche attive del lavoro).
La Regione riconosce nelle cooperative sociali un soggetto privilegiato per l'attuazione di politiche attive del lavoro finalizzato:
a) a sviluppare nuova occupazione nel settore dei servizi socio- sanitari ed educativi;
b) a sviluppare nuova occupazione a favore delle fasce deboli del mercato del lavoro. Nell'ambito delle possibilità offerte dalla normativa vigente, i competenti organi regionali prevedono interventi specifici volti a riconoscere l'attività di formazione sul lavoro svolta dalle cooperative di cui alla lettera b) dell'art. 1 della legge 381/91.

Art. 8. (Raccordo con le attività di formazione professionale).
1. La programmazione regionale, gli atti regolamentari nel campo della formazione professionale debbono prevedere interventi atti a favorire:
a) la realizzazione di uno stretto raccordo tra le strutture formative e le cooperative sociali riguardo la formazione di base e l'aggiornamento degli operatori, anche attraverso l'individuazione, la definizione ed il sostegno di nuovi profili professionali nell'ambito delle attività di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati;
b) lo sviluppo, attraverso le cooperative sociali, di specifiche iniziative formative a favore dei lavoratori svantaggiati, soprattutto nel caso di quelle attività realizzate mediante il ricorso al Fondo Sociale Europeo ed a altre provvidenze comunitarie;
c) autonome iniziative delle cooperative sociali volte alla qualificazione professionale del proprio personale ed alla qualificazione manageriale degli amministratori attraverso adeguati riconoscimenti e supporti in particolare alle attività formative svolte in forma consorziata.
2. In relazione a quanto previsto al comma 1 le strutture di formazione professionale possono prevedere negli organi di gestione la presenza di rappresentanti delle cooperative sociali.

TITOLO III
CONVENZIONI TRA COOPERATIVE SOCIALI E LORO CONSORZI ED ENTI PUBBLICI

Art. 9. (Convenzioni).
1. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta Regionale, sentita la IV Commissione Consiliare, adotta schemi di convenzione tipo rispettivamente per:
a) gestione di servizi socio-sanitari ed educativi;
b) fornitura di beni e servizi di cui all'art. 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381, secondo i principi formulati dalla presente legge.
2. Qualora le caratteristiche del servizio lo consentano la convenzione assume la forma della concessione ex art. 22 della legge 142/90.
3. Per stipulare le convenzioni di cui alla presente legge le cooperative ed i consorzi debbono essere iscritte all'albo regionale di cui all'art. 2.
4. La cancellazione dell'albo comporta la risoluzione della convenzione.
5. Gli enti pubblici, nell'applicazione dell'art. 5 della L. 381/91, procedono all'individuazione del contraente mediante gara tra i soggetti richiedenti.

Art. 10. (Contenuti degli schemi di convenzione-tipo).
1. Gli schemi di convenzione-tipo devono contenere:
a) l'indicazione dell'attività oggetto della convenzione e della sua modalità di svolgimento; b) la durata della convenzione;
c) i requisiti di professionalità del personale impiegato ed in particolare le caratteristiche professionali del responsabile tecnico dell'attività;
d) il ruolo svolto dai volontari impiegati nel servizio in relazione a quanto previsto dalla legge 381/91 - art. 2, comma 5;
e) gli standard tecnici relativi alle strutture ed alle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza;
f) le norme contrattuali applicate in materia di rapporto di lavoro;
g) la determinazione dei corrispettivi e le modalità di pagamento;
h) le forme e le modalità di verifica e vigilanza con particolare riguardo alla tutela degli utenti;
i) il regime dell'inadempienza e le clausole di risoluzione;
l) l'obbligo e le modalità di assicurazione del personale e degli utenti;
m) le modalità di raccordo con gli uffici competenti nella materia oggetto della convenzione.
2. Per quanto concerne gli schemi di convenzione-tipo relativi all'attività di cui all'art. 1, primo comma a) della legge 381/91 per gestione di servizi è da intendersi l'organizzazione complessiva e coordinata di diversi fattori materiali, immateriali e umani che concorrono alla realizzazione di un servizio, con la esclusione delle mere prestazioni di manodopera.
Nell'ambito di riferimento per la identificazione dei servizi socio- sanitari ed educativi è definita in relazione a quanto stabilito dalla normativa di settore anche in attuazione di norme nazionali.
3. Nella predisposizione degli schemi di convenzione-tipo relativi alla fornitura di beni e servizi di cui all'art. 5 della legge 381/91:
a) deve essere espressamente prevista la finalità della creazione di opportunità di lavoro e di formazione al lavoro di persone svantaggiate;
b) debbono essere indicati i criteri per determinare il numero di lavoratori svantaggiati sia in relazione all'entità della fornitura affidata sia al grado di produttività e al fabbisogno formativo delle persone svantaggiate inserite.

Art. 11. (Determinazione dei corrispettivi).
1. Nella determinazione dei corrispettivi le convenzioni devono far riferimento ai seguenti criteri:
a) per i servizi socio-sanitari ed educativi:
- nel caso di servizi standardizzati i corrispettivi sono determinati sulla base di tabelle che fissano i valori di riferimento per le diverse tipologie di servizio; le tabelle di competenza della regione vengono emanate dagli Assessori competenti e sono oggetto di aggiornamento annuale sulla base di analisi comparate dei costi-qualità su campioni di realtà pubbliche e private;
- nel caso di servizi innovativi o non standardizzati, i corrispettivi sono determinati sulla base dei dati desumibili dal progetto dettagliato e sono oggetto di specifiche verifiche;
b) per la fornitura di beni e servizi di cui all'art. S della legge 381/91 i corrispettivi vengono determinati sulla base di parametri oggettivi di costo quali i mercuriali delle Camere di Commercio o perizie asseverate da parte di ordini professionali.

Art. 12. (Forme di controllo e di tutela dell'utenza).
1. Le convenzioni devono prevedere forme di verifica della qualità delle prestazioni anche attraverso indagini periodiche presso gli utenti, finalizzate a misurare il grado di soddisfazione dei bisogni.

TITOLO IV
NORME DI INCENTIVAZIONE

Art. 13. (Tipologie di intervento).
1. Al fine di sostenere le capacità operative del settore attraverso interventi coordinati che, coinvolgendo Enti Pubblici ed Enti cooperativi, siano in grado di moltiplicare l'efficacia e le occasioni di sviluppo del settore stesso, la Regione determina, all'atto dell'approvazione del bilancio:
1) incentivi generali finalizzati alla promozione, sostegni e sviluppo del settore;
2) incentivi specifici a favore di singole iniziative.
2. Gli interventi di cui al punto 1) del comma precedente si articolano in:
a) finanziamenti di attività formative e di sviluppo delle risorse umane interne alla cooperazione sociale e ad essa correlate;
b) finanziamento di iniziative consortili finalizzate allo sviluppo di attività integrate fra cooperative;
c) concessione ad enti pubblici di contributi finalizzati a favorire l'affidamento alle cooperative sociali di fornire di beni o servizi ai sensi dell'art. 5 legge 381/91.
3. Gli interventi di cui al punto 2) del primo comma del presente articolo consistono in:
a) iniziative di sostegno alla fase di avvio delle cooperative sociali e ai loro consorzi;
b) contributi per il sostegno di iniziative di sperimentazione di nuovi servizi o di nuove metodologie di intervento;
c) contributi per l'abbattimento dei tassi di interesse ordinario nel credito di esercizio delle cooperative sociali;
d) mutui agevolati per i programmi di investimento, sviluppo e consolidamento di passività onerose.

Art. 14.
Sono applicabili in favore delle cooperative sociali e loro consorzi le agevolazioni e le provvidenze previste dalla legislazione vigente in materia di cooperazione.

Art. 15. (Norme abrogative).
Gli atti amministrativi di applicazione della legge 381/1991 assunti dalla Regione prima dell'entrata in vigore della presente legge perdono efficacia. Le cooperative ed i loro consorzi iscritti all'Albo devono ripresentare istanza secondo le norme contenute nella presente legge.

Art. 16.
La presente legge è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata.
E' fatto obbligo a chiunque di osservarla e di farla osservare.

 

 

L.R. 9 dicembre 1997, n. 50

Disposizioni di principio e disciplina generale per la cooperazione.
(B.U. 13 dicembre 1997, n. 70).


Art. 1. Principi generali.
La Regione Basilicata, ispirandosi ai principi sanciti dall'art. 45 della Costituzione e dagli artt. 5 e 61 del proprio Statuto, riconosce la funzione sociale ed il ruolo economico della cooperazione.
Con la presente legge la Regione Basilicata disciplina, in armonia con gli obiettivi della programmazione regionale, gli interventi volti alla promozione, allo sviluppo e alla qualificazione dell'impresa cooperativa.


Art. 2. Nuovo Albo Regionale delle Società Cooperative.
Allo scopo di programmare ogni intervento di iniziativa regionale in campo cooperativo è istituito presso il Dipartimento Attività Produttive un nuovo Albo Regionale delle Società Cooperative.
L'iscrizione all'Albo è requisito necessario ed essenziale per ottenere la concessione di agevolazioni o incentivi o qualsiasi altro beneficio da parte della Regione.
Possono chiedere l'iscrizione all'Albo, istituito con la presente legge, ed alla Sezione dell'Albo Regionale delle Cooperative Sociali, disciplinata dalla L.R. 20.7.93 n. 39, le Società Cooperative che siano in possesso dei requisiti mutualistici, di cui all'art. 26 del D.L.C.P.S. 14.12.1947 n. 1577 ratificato con modificazione dalla L. 02.04.1951 n. 302 e successive modificazioni, e che abbiano la sede legale in Basilicata o che abbiano nel territorio regionale sede principale o secondaria, ovvero una filiale, una succursale o uno stabilimento o una struttura, comunque denominata, purché siano operanti ed impegnate a realizzare programmi di intervento sul territorio regionale.
L'Albo è così ripartito:
a) Sezione Cooperazione di Consumo;
b) Sezione Cooperazione di Produzione Lavoro;
c) Sezione Cooperazione Agricola;
d) Sezione Cooperazione Edilizia;
e) Sezione Cooperazione di Trasporto;
f) Sezione Cooperazione della Pesca;
g) Sezione Cooperazione Mista;
h) Sezione Cooperazione Sociale.


Art. 3. Iscrizione all'Albo Regionale delle Società Cooperative.
Per ottenere l'iscrizione al nuovo Albo Regionale le Società Cooperative devono rivolgere domanda all'Assessore alle Attività Produttive.
Alla domanda devono essere allegati i seguenti documenti:
a) atto costitutivo e statuto vigente;
b) certificato di iscrizione al Registro delle Ditte (tale certificato riporta la P. IVA e le cariche vigenti);
c) attestato del Presidente del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale della Cooperativa relativo al numero dei soci e comprovante che gli stessi possiedono i requisiti previsti dalle leggi e dallo Statuto;
d) fotocopia dell'ultimo bilancio con allegata la ricevuta del deposito al Registro delle Ditte. Le cooperative di nuova costituzione devono presentare, in sostituzione del bilancio una relazione dell'attività che si intende svolgere;
e) copia dell'ultimo verbale di ispezione ordinaria;
f) certificato di iscrizione al Registro Prefettizio;
g) dichiarazione di responsabilità del Presidente legale rappresentante, per le cooperative non aventi sede legale in Basilicata, dalla quale risulti che ricorrono le condizioni di cui al 3 comma dell'art. 2;
L'iscrizione all'Albo è disposta con decreto del Presidente della Giunta regionale entro 60 giorni dalla data di ricezione della domanda completa di tutta la documentazione, previa istruttoria del Nucleo Tecnico di cui al successivo art. 14 e su parere della Commissione regionale per la Cooperazione di cui al successivo art. 5.
E' fatto obbligo alle cooperative iscritte all'Albo, pena la cancellazione, di inviare all'Assessore AA.PP. il bilancio d'esercizio ogni anno entro 90 giorni dalla data dell'avvenuto deposito presso il Registro Ditte, unitamente ad eventuali variazioni dello Statuto e delle cariche sociali.
Le cooperative sociali, iscritte all'Albo di cui alla L.R. 20-07-93 n. 39, vengono iscritte d'ufficio alla sezione cooperazione sociale dell'albo regionale delle società cooperative di cui all'art. 2 della presente legge.


Art. 4. Cancellazione dall'Albo Regionale.
La cancellazione delle cooperative iscritte all'Albo Regionale è disposta con decreto del Presidente della Giunta regionale, su parere della Commissione Regionale per la Cooperazione, quando le stesse non abbiano adempiuto agli obblighi di cui al penultimo comma del precedente art. 3, e qualora le cooperative siano state sciolte o cancellate dal Registro Prefettizio.
Il provvedimento di cancellazione è comunicato a mezzo di raccomandata ed è pubblicato per estratto sul B.U.R..


Art. 5. Commissione Regionale per la cooperazione.
Con decreto del Presidente della Giunta Regionale è istituita la Commissione Regionale per la Cooperazione.
La Commissione resta in carica per l'intera legislatura regionale e fino all'insediamento della nuova Commissione.


Art. 6. Composizione della Commissione.
La Commissione regionale per la Cooperazione è composta.
a) dall'Assessore alle Attività Produttive che la presiede o un suo delegato;
b) da un rappresentante designato da ciascuna Organizzazione regionale della Cooperazione operante in Basilicata come emanazione delle rispettive Associazioni Nazionali giuridicamente riconosciute (che in prosieguo per brevità sarà chiamata Organizzazione Cooperativa);
c) da un rappresentante dell'Ufficio Regionale del Lavoro;
d) da un rappresentante del Dipartimento Regionale all'Agricoltura;
e) da un rappresentante del Dipartimento Regionale alla Formazione e Cultura.
Per ogni componente effettivo della Commissione viene designato un componente supplente.


Art. 7. Competenze della Commissione.
La Commissione Regionale per la Cooperazione:
a) esprime i pareri previsti dalla presente legge sulle iscrizioni all'Albo e provvede alla revisione delle cooperative iscritte;
b) formula proposte e pareri in ordine alla programmazione degli interventi regionali per lo sviluppo dell'impresa cooperativa e del movimento cooperativo;
c) formula proposte in ordine al coordinamento degli interventi in materia di cooperazione in relazione ai programmi e alle risorse;
d) promuove attività di informazione e documentazione sul ruolo della cooperazione in generale ed in particolare sulla legislazione comunitaria statale e regionale vigente o in corso di approvazione, e provvede a formulare pareri e proposte da trasmettere ai competenti organi comunitari, statali e regionali.
Le funzioni di segretario sono svolte da un dipendente del Dipartimento Regionale alle Attività Produttive.
I rappresentanti delle organizzazioni Cooperative hanno facoltà di farsi assistere da un esperto.


Art. 8. Attività della Commissione.
I lavori della Commissione sono disciplinati da apposito regolamento adottato dalla Commissione stessa.
La Commissione è convocata dal suo Presidente, oltre che nei casi previsti dalla presente legge e dal regolamento, anche su richiesta di una delle Organizzazioni Cooperative presenti in Commissione.
La Commissione Regionale per la Cooperazione potrà avvalersi, per lo svolgimento dei propri compiti, del supporto tecnico informativo ed organizzativo della struttura regionale, previa autorizzazione della struttura competente.
Ai membri della Commissione di cui alle lettere b) e c) del precedente art. 6 spetta un gettone di presenza per ogni seduta pari a L. 100.000 più il rimborso delle spese di viaggio nei modi di legge.


Art. 9. Finalità dei programmi e concessione contributi.
La Regione Basilicata concede alle Organizzazioni Cooperative contributi per programmi volti alla realizzazione delle finalità di cui all'art. 1 della presente legge.
Per ottenere tali contributi le Organizzazioni Cooperative, devono presentare domanda all'Assessore al Dipartimento Attività Produttive entro 30 giorni dalla pubblicazione sul B.U.R. della legge di bilancio regionale allegando un programma di attività e un preventivo di spesa relativo alle iniziative da svolgere.
La domanda dovrà essere corredata del bilancio chiuso al 31 dicembre dell'anno precedente di ciascuna delle cooperative aderenti nonché dell'elenco dei soci.
I programmi devono corrispondere alla programmazione pluriennale regionale. Ciascun intervento deve essere corredato da una relazione che ne illustri adeguatamente le finalità, le modalità ed i tempi di attuazione unitamente ad una previsione dei costi.


Art. 10. Approvazione e finanziamento dei programmi.
I programmi sono approvati dalla Giunta regionale in relazione agli stanziamenti del bilancio di previsione ed al riparto finanziario delle risorse, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge di sua approvazione.
La Giunta regionale, previa istruttoria del Nucleo Tecnico di cui all'art. 14 della presente legge, verifica la compatibilità dei programmi presentati con gli obiettivi della programmazione regionale, li approva e li finanzia.
Il finanziamento a favore delle Organizzazioni Cooperative viene tra di esse ripartito in misura direttamente proporzionale:
a) al numero delle cooperative aderenti a ciascuna Organizzazione Cooperativa;
b) al numero complessivo dei soci delle cooperative aderenti a ciascuna Organizzazione Cooperativa;
c) al capitale sociale delle cooperative aderenti a ciascuna Organizzazione Cooperativa;
d) al fatturato delle cooperative aderenti a ciascuna Organizzazione Cooperativa risultante al 31 dicembre dell'anno precedente.
Le modalità del riparto dei contributi in relazione ai precedenti quattro parametri saranno stabilite con delibera di Giunta regionale previo parere della competente commissione consiliare.


Art. 11. Modalità e tempi di erogazione dei finanziamenti.
L'importo approvato per ogni singolo programma, sarà corrisposto dalla Giunta regionale alle Organizzazioni Cooperative, secondo le seguenti modalità:
- 80% ad avvenuto avvio dei programmi, a titolo di anticipazione;
- 20% a conclusione del programma previo invio, da parte della Organizzazione Cooperativa beneficiaria, all'Assessore AA.PP. di una relazione finale circostanziata e firmata dal legale rappresentante sul programma finanziato e sulle spese effettuate attestante la realizzazione delle attività.
In assenza di tale relazione la Giunta regionale provvederà a revocare gli importi già erogati.


Art. 12. Contributi a cooperative e loro consorzi per aumento di capitale sociale e acquisto di quote di capitale di rischio di società finanziarie.
La Regione Basilicata eroga contributi a fondo perduto alle Cooperative e loro Consorzi che aumentino il capitale sociale o che acquisiscano quote di capitali di rischio delle Società Finanziarie, purché le stesse siano possedute o controllate in maggioranza assoluta dalla cooperazione regionale.
Tali contributi possono essere concessi per una sola volta nel triennio, non devono superare la misura massima al de minimis U.E., devono riguardare Cooperative e loro Consorzi, che rientrino nella classificazione di P.M.I. di cui alla Disciplina Comunitaria sugli aiuti alle piccole e medie imprese del 19 agosto 1992 (G.U.CE n. C/213).
Il contributo di cui al primo comma favorisce:
a) la ricapitalizzazione delle cooperative e loro consorzi aventi sede legale in Basilicata mediante l'erogazione di somme in conto capitale fino ad un massimo di tre volte l'aumento di capitale sociale effettivamente sottoscritto e versato dai soci per le cooperative che hanno un capitale sociale superiore a 20 milioni, e fino ad un massimo di cinque volte l'aumento di capitale sociale effettivamente sottoscritto e versato per le cooperative che hanno un capitale sociale inferiore a venti milioni, e, comunque, per un importo non superiore al de minimis U.E.;
b) l'acquisizione da parte delle cooperative e loro consorzi di quote di capitale di rischio delle società finanziarie aventi sede legale in Basilicata, purché le stesse siano possedute o controllate, in maggioranza assoluta, dalla cooperazione regionale, mediante l'erogazione di somme in conto capitale nella misura del 70% della spesa sostenuta per acquisire le quote delle Finanziarie e, comunque per la misura massima corrispondente al de minimis U.E..
La concessione del contributo di cui al presente articolo non è cumulabile con altre analoghe agevolazioni previste da leggi regionali, statali e comunitarie.
Il contributo sarà erogato dalla Giunta regionale, previo esame istruttorio del Nucleo tecnico di cui all'art. 14.
Il contributo riconosciuto di cui al presente articolo dovrà essere accantonato ai sensi della L. n. 127 del 17.02.1971 e successive modifiche ed integrazioni nel fondo di riserva indivisibile del bilancio del beneficiario.
Per ottenere il contributo le cooperative dovranno indirizzare, all'Assessore al Dipartimento Attività Produttive, entro il 30 aprile di ciascun anno, domanda corredata dalla seguente documentazione:
- Delibera dell'assemblea dei soci;
- Certificato di vigenza;
- Copia dell'atto costitutivo e Statuto sociale;
- Copia dell'ultimo bilancio approvato.
Il contributo sarà liquidato previa presentazione della quietanza dell'acquisto delle quote o dell'avvenuto aumento del capitale sociale.


Art. 13. Monitoraggio.
La Regione, al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi di cui alla presente legge ed i risultati dei benefici concessi dalla stessa, dispone periodiche azioni di monitoraggio e valutazioni da effettuarsi secondo modalità previste in apposito Regolamento che sarà emanato dalla G.R. entro 30 gg. dalla data di entrata in vigore della presente legge.
La Giunta regionale presenta ogni due anni al Consiglio regionale una dettagliata relazione sull'attività svolta in favore della cooperazione. Tale relazione deve riportare le notizie e i dati sullo stato della cooperazione in ambito regionale.


Art. 14. Nucleo Tecnico.
Per la istruttoria delle domande di iscrizione all'Albo regionale, dei programmi di cui all'art. 9 e delle domande di contributi di cui all'art. 12 della presente legge è istituito un Nucleo Tecnico composto da:
- un Dirigente del Dipartimento Attività Produttive che coordina il nucleo;
- un dipendente del Dipartimento Attività Produttive;
- un segretario.
Il nucleo è nominato dall'Assessore AA.PP.


Art. 15. Disposizioni transitorie e finali.
Per l'anno 1997 le domande di cui al precedente art. 9 vengono presentate entro 30 giorni dalla pubblicazione della presente legge sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata.
Sono fatte salve, le iscrizioni all'Albo Regionale delle Cooperative effettuate ai sensi della L.R. 54/93.
Per effetto della presente legge vengono abrogate le Leggi Regionali 3 novembre 1993 n. 54; 21 giugno 1994 n. 26; 20 febbraio 1995 n. 21; 13 aprile 1995 n. 46; 18 dicembre 1995 n. 68; 25 luglio 1997 n. 37.
Per effetto delle previsioni contenute nel comma 3 dell'art. 2 della presente legge viene modificato il 1 comma dell'art. 3 della Legge Regionale 20.7.93 n. 39.
Le Cooperative sociali non aventi sede legale in Basilicata, per ottenere l'iscrizione alla Sezione Specifica dell'Albo Regionale di cui alla L.R. 20.07.1993 n. 39, devono presentare anche la dichiarazione di cui alla lettera g) dell'art. 3 della presente legge.


Art. 16. Disposizioni finanziarie.
L'ammontare delle risorse per l'applicazione della presente legge, nell'anno di entrata in vigore, è di L. 400 milioni ed è iscritta al capo 5873 del bilancio di previsione 1997.
Per gli esercizi successivi le leggi di bilancio fisseranno l'entità dei relativi stanziamenti.
La Giunta regionale, sentite le competenti Commissioni Consiliari, individuerà annualmente le somme da destinare a ciascuna delle azioni di cui alla presente legge.


Art. 17. Dichiarazione urgenza.
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'art. 1 27 della Costituzione ed entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Basilicata.

 

 

Informazioni aggiuntive