Regione Marche

Legge Regionale della Regione Marche 13 aprile 1995 n. 50

 

 

Legge Regionale della Regione Marche 13 aprile 1995 n. 50

 

Norme di attuazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale


Il Consiglio regionale ha approvato;

 

Il Commissario del Governo ha apposto il visto;

 

Il Presidente della Giunta Regionale

 

promulga

 

la seguente legge regionale:




Art.1 - Finalità
Titolo I - Albo regionale delle cooperative sociali
Titolo II - Raccordo con l'attività dei servizi socio sanitari, di formazione professionale e di sviluppo dell'..
Titolo III - Convenzione tra cooperative sociali e loro consorzi ed enti pubblici
Titolo IV - Norme di incentivazione
Titolo V - Comitato tecnico consultivo per la cooperazione sociale
Titolo VI - Norme finanziarie e transitorie




Art. 1 - Finalità

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1. La Regione, con la presente legge, in attuazione dell'articolo 9 della legge 8 novembre 1991, n. 381 contenente la disciplina delle cooperative sociali:

a)riconosce il rilevante valore delle cooperative sociali;

b)istituisce e regolamenta l'albo regionale delle cooperative sociali;

c)determina le modalità di raccordo con l'attività dei servizi socio sanitari, assistenziali, nonché con le attività di formazione professionale e di sviluppo della occupazione;

d)fissa i criteri a cui debbono uniformarsi le convenzioni tra le cooperative sociali e loro consorzi ed enti pubblici;

e)definisce le misure di promozione, sostegno e sviluppo della cooperazione sociale;

f)istituisce il comitato tecnico consultivo per la cooperazione sociale.




Titolo I Albo regionale delle cooperative sociali

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Art.2 - Istituzione dell'albo regionale delle cooperative sociali
Art.3 - Requisiti per l'iscrizione all'albo
Art.4 - Adempimenti successivi all'iscrizione
Art.5 - Cancellazione




Art. 2 - Istituzione dell'albo regionale delle cooperative sociali

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1. È istituito presso il servizio servizi sociali della giunta regionale, l'albo regionale delle cooperative sociali e dei consorzi.
2. L'albo si articola nelle seguenti sezioni:

a)sezione ?A?, nella quale sono iscritte le cooperative che gestiscono servizi socio sanitari ed educativi;

b)sezione ?B?, nella quale sono iscritte le cooperative che svolgono attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate;

c)sezione ?C?, nella quale sono iscritti i consorzi di cui all'art. 8 della legge 381/91.




Art. 3 - Requisiti per l'iscrizione all'albo

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1. Possono essere iscritte all'albo di cui all'art. 2 le cooperative sociali e i loro consorzi che abbiano sede legale nella regione e che risultino iscritte nella sezione ottava del registro prefettizio delle cooperative.
2. Per ottenere l'iscrizione, le cooperative debbono presentare al servizio servizi sociali della giunta regionale, domanda con l'indicazione della sezione prescelta corredata da:

a)certificato d'iscrizione alla sezione ottava del registro prefettizio;

b)copia conforme all'originale dell'atto costitutivo e dello statuto;

c)dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà attestante gli ambiti di attività in cui la cooperativa opera ed i relativi servizi, nonché il fatto che la cooperativa non è incorsa in violazione di norme in materia di lavoro previdenziale e fiscale non conciliabili in via amministrativa;

d)dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà attestante la composizione della compagine sociale suddivisa per tipologia di soci;

e)relazione sulle caratteristiche professionali degli operatori della cooperativa;

f)relazione sull'attività svolta;

g)copia conforme all'originale dell'ultimo bilancio di esercizio;

3. Le cooperative che chiedono l'iscrizione alla sezione ?B?, oltre alla documentazione di cui al comma 2 devono presentare dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà attestante la presenza nel loro interno di lavoratori svantaggiati nella misura prevista dall'articolo 4 della legge 381/91, accompagnata da copia conforme della relativa certificazione rilasciata dalla pubblica amministrazione.
4. Nel caso di cooperative di nuova costituzione la domanda di iscrizione all'albo deve essere corredata dai documenti previsti alle lettere a), b), d) ed e) del comma 2 ed a un articolato progetto relativo all'attività che la cooperativa intende svolgere.

5. La domanda di iscrizione all'albo dei consorzi deve essere corredata, oltre che dalla documentazione di cui alle lettere a), b), f), e g), del comma 2 dalla dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà attestante la presenza nella base sociale di cooperative sociali nella misura prevista dall'articolo 8 della legge 381/91.
6. Le dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà previste dal presente articolo sono formate secondo le modalità di cui all'articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e all'articolo 3 del D.P.R. 25 gennaio 1994, n. 130.

7. L'iscrizione all'albo è disposta con decreto del dirigente del servizio servizi sociali della giunta regionale entro 60 giorni dalla data di ricevimento della domanda completa di tutta la documentazione richiesta, il responsabile del procedimento richiede agli enti istanti la documentazione mancante, ai sensi dell'articolo 6 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
8. Il provvedimento di iscrizione è notificato al richiedente, alla prefettura ed all'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione ed è pubblicato per estratto nel bollettino ufficiale della Regione. Il provvedimento motivato di diniego dell'iscrizione è notificato al solo richiedente entro il termine di cui al comma 7.

9. L'albo regionale delle cooperative sociali è pubblicato annualmente nel bollettino ufficiale della Regione.




Art. 4 - Adempimenti successivi all'iscrizione

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1. Le cooperative sociali e i consorzi iscritti all'albo regionale sono tenuti a trasmettere, al servizio servizi sociali della giunta regionale, entro 60 giorni dall'approvazione, eventuali variazioni dello Statuto il bilancio annuale e la relazione degli amministratori che contenga una nota informativa relativa all'attività svolta alla composizione ed alla variazione della compagine sociale ed al rapporto tra un numero dei soci ed altri dipendenti collaboratori.
2. Le variazione della compagine sociale che comportino l'alterazione del rapporto previsto dal comma 2 dell'articolo 2 della legge 381/91, nonché la diminuzione della percentuale delle persone svantaggiate indicata nel comma 2 dell'articolo 4 della citata legge devono essere comunicate entro trenta giorni dal loro verificarsi.

3. Qualora delle cooperative sociali ed i consorzi abbiano ottenuto contributi regionali, la relazione di cui al comma 1 deve specificare le modalità di utilizzo di tali incentivi.




Art. 5 - Cancellazione

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1. La cancellazione delle cooperative sociali e dei consorzi dall'albo regionale è disposta con decreto motivato del dirigente del servizio servizi sociali della giunta regionale, sentito il comitato tecnico consultivo di cui all'articolo 15, quando cooperative e consorzi non abbiano adempiuto agli obblighi di cui all'articolo 4 o quando siano venuti meno i requisiti per l'iscrizione di cui all'articolo 3, e in ogni caso di modificazione statutaria diretta ad eliminare il carattere di cooperative sociale. Il provvedimento è assunto nei trenta giorni successivi all'invio alla cooperativa o al consorzio della diffida a regolarizzare la loro situazione.

2. La cancellazione è disposta altresì quando la cooperativa o il consorzio siano stati sciolti, risultino inattivi da più di ventiquattro mesi o cancellati dal registro prefettizio anche a seguito delle ispezioni effettuate ai sensi del decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577 e successive modificazioni.
3. Il provvedimento di cancellazione è comunicato a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno alla cooperativa o consorzio nonché alla prefettura ed all'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione ed è pubblicato per estratto nel bollettino ufficiale della Regione.

4. Nel caso in cui il numero delle persone svantaggiate di cui al comma 2 dell'articolo 4 della legge 381/91scende al di sotto del 30% dei lavoratori della cooperativa o quello dei soci volontari di cui al comma 2 dell'articolo 2 della medesima legge superi la misura del 50% dei soci si provvede alla cancellazione qualora la compagine sociale non venga riequilibrata entro sei mesi dal verificarsi dell'irregolarità.




Titolo II Raccordo con l'attività dei servizi socio sanitari, di formazione professionale e di sviluppo dell'..

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..occupazione

Art.6 - Raccordo con i servizi socio sanitari assistenziali ed educativi
Art.7 - Raccordo con le attività di formazione professionale




Art. 6 - Raccordo con i servizi socio sanitari assistenziali ed educativi

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La programmazione regionale e gli atti programmatori nell'ambito delle attività socio sanitarie, assistenziali ed educative debbono prevedere le modalità di specifico apporto delle cooperative sociali.




Art. 7 - Raccordo con le attività di formazione professionale

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1. Nei programmi pluriennali delle attività di formazione professionale e nei piani attuativi annuali della Regione sono previsti strumenti idonei a favorire:

a)la realizzazione d'intesa tra le strutture formative e le cooperative sociali della formazione di base e dell'aggiornamento degli operatori anche mediante l'individualizzazione la definizione ed il sostegno di nuovi profili professionali nell'ambito delle attività di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati;

b)la realizzazione da parte delle cooperative sociali di specifiche iniziative formative a favore di lavoratori svantaggiati ed in particolare per le attività realizzate mediante il ricorso al fondo sociale europeo ed altre provvidenze comunitarie;

c)la realizzazione di autonome iniziative di cooperative sociali volte alla formazione, qualificazione professionale ed aggiornamento permanente del proprio personale e alla qualificazione manageriale degli amministratori attraverso adeguati supporti in particolare alle attività formative svolte in maniera consorziata.




Titolo III Convenzione tra cooperative sociali e loro consorzi ed enti pubblici

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Art.8 - Convenzioni
Art.9 - Contenuti degli schemi di convenzione tipo
Art.10 - Durata delle convenzioni
Art.11 - Modalità e criteri per la stipula delle convenzioni




Art. 8 - Convenzioni

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1. La giunta regionale, entro sessanta giorni dalla entra in vigore della presente legge, approva con apposito provvedimento schemi convenzioni tipo con enti pubblici formulati secondo i principi della presente legge rispettivamente per:

a)la gestione di servizi socio sanitari, assistenziali ed educativi;

b)la fornitura dei beni e servizi di cui all'articolo 5 della legge 381/91;

2. Per stipulare le convenzioni di cui alla presente legge le cooperative ed i consorzi devono essere iscritti all'albo regionale di cui all'articolo 2.
3. La cancellazione dall'albo comporta la risoluzione della convenzione.




Art. 9 - Contenuti degli schemi di convenzione tipo

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1. Gli schemi di convenzione devono contenere:

a)l'indicazione dell'attività oggetto della convenzione e della sua modalità di svolgimento;

b)la durata della convenzione;

c)i requisiti di professionalità e gli standard del personale impiegato e in particolare le caratteristiche professionali del responsabile tecnico dell'attività;

d)l'eventuale ruolo svolto dai volontari impiegati nel servizio in relazione a quanto previsto dai commi 3, 4 e 5 dell'articolo 2 della legge 381/91;

e)gli standards tecnici relativi alle strutture e alle condizioni igienico sanitarie e di sicurezza;

f)le norme contrattuali applicate in materia di rapporti di lavoro;

g)la determinazione dei corrispettivi e le modalità di pagamento;

h)le forme e le modalità di vigilanza e di verifica della qualità delle prestazioni anche attraverso indagini presso gli utenti, finalizzate a misurare il grado di soddisfacimento dei fabbisogni e in genere di tutela degli utenti stessi;

i)il regime delle inadempienze e le clausole di risoluzione;

j)l'obbligo e le modalità di assicurazione sia del personale che degli utenti;

k)le modalità di raccordo con gli uffici competenti nella materia oggetto della convenzione.

2. Per quanto concerne gli schemi di convenzione tipo relativi alla attività di cui al comma 1, lettera a) dell'articolo 1 della legge 381/91, per gestione di servizi è da intendersi l'organizzazione complessiva e coordinata dei diversi fattori materiali, immateriali e umani che concorrono alla realizzazione di un servizio, con la esclusione delle mere prestazioni di manodopera. L'ambito di riferimento per l'identificazione dei servizi socio sanitari, assistenziali ed educati è definito in relazione a quanto stabilito dalla normativa di settore, anche in attuazione di norme nazionali e comunitarie.

3. Nella predisposizione degli schemi di convenzione tipo relativi alla fornitura di beni e servizi di cui all'articolo 5 della legge 381/91, oltre a quanto previsto al comma 1:

a)deve essere espressamente prevista la finalità della creazione di opportunità di lavoro e di formazione al lavoro per persone svantaggiate;

b)devono essere indicati i criteri per determinare in numero di lavoratori svantaggiati da inserire nell'ambito della convenzione sia in relazione all'entità della fornitura affidata che al grado di produttività e al fabbisogno formativo delle persone svantaggiate inserite.




Art. 10 - Durata delle convenzioni

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1. Al fine di garantire, attraverso la continuità, un adeguato livello qualitativo dei servizi ed un efficace processo di programmazione, le convenzioni relative alla gestione dei servizi caratterizzate da prestazioni ricorrenti possono essere di durata pluriennale, con verifiche annuali.




Art. 11 - Modalità e criteri per la stipula delle convenzioni

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1. Per la stipula delle convenzioni di cui all'articolo 8 gli enti pubblici, nel caso di pluralità di soggetti aspiranti alla convenzione, procedono mediante trattativa privata preceduta da gara ufficiosa.




Titolo IV Norme di incentivazione

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Art.12 - Iniziative ammesse a contributo
Art.13 - Concessione contributi
Art.14 - Verifica e revoca dei contributi




Art. 12 - Iniziative ammesse a contributo

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1. La Regione interviene con contributi finanziari per il sostegno di iniziative concernenti:

a)l'organizzazione di attività socio sanitarie, assistenziali ed educative che rivestono particolari aspetti di novità e di efficacia promosse dalle cooperative iscritte nella sezione ?A? dell'albo;

b)la sperimentazione di particolari metodologie e tecniche finalizzate ad una migliore acquisizione di capacità lavorative di persone svantaggiate promosse dalle cooperative iscritte nella sezione ?B? dell'albo finalizzati:

·all'adattamento dell'ambiente lavorativo per il superamento l'eliminazione delle barriere architettoniche;

·ad assicurare la presenza nell'ambiente lavorativo di operatori a sostegno delle persone svantaggiate per la realizzazione di progetti individuali di riabilitazione e di inserimento.

2. I contributi previsti dalla presente legge non sono cumulabili con altri benefici concessi allo stesso titolo della normativa vigente.
3. Le cooperative facenti parte di un consorzio di cui all'articolo 8 della legge 381/91 non possono usufruire dei benefici che allo stesso titolo o progetto vengono concessi al consorzio.




Art. 13 - Concessione contributi

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1. La concessione dei contributi di cui all'articolo 12 è disposta dal dirigente del servizio competente secondo criteri stabiliti dalla giunta regionale, previo parere del comitato tecnico consultivo di cui all'articolo 15.
2. Le cooperative sociali che sono iscritte all'albo regionale presentano domanda, alla giunta regionale entro il 28 febbraio di ogni anno, corredata dei relativi progetti.
3. I progetti debbono contenere:

a)una descrizione particolareggiata del progetto oggetto della richiesta;

b)il piano finanziario ed il bilancio preventivo;

c)un dettagliato piano di fattibilità.

4. I contributi sono liquidati, con specifico atto da dirigente del servizio servizi sociali dietro presentazione della seguente documentazione:

a)relazione attestante l'attività svolta conforme a quella prevista nel progetto finanziato;

b)rendicontazione di spesa supportata da idonea documentazione giustificativa;

c)dichiarazione di non aver ottenuto benefici allo stesso titolo a valere su altre leggi nazionali o regionali.




Art. 14 - Verifica e revoca dei contributi

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1. La giunta regionale può disporre ispezioni amministrative e contabili presso l'ente beneficiario per la verifica della corretta destinazione dei fondi.
2. La giunta regionale dispone la revoca e la restituzione dei contributi già erogati, nel caso in cui la loro utilizzazione risulti non conforme alle finalità della presente legge.




Titolo V Comitato tecnico consultivo per la cooperazione sociale

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Art.15 - Istituzione
Art.16 - Compiti del comitato




Art. 15 - Istituzione

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1. È istituito presso la giunta regionale il comitato tecnico consuntivo per la cooperazione sociale così composto:

a)l'assessore regionale ai servizi sociali che lo presiede o suo delegato;

b)il dirigente responsabile dell'area sanità e servizi sociali della giunta regionale o suo delegato;

c)il direttore dell'ufficio regionale del lavoro e della massima occupazione o suo delegato;

d)quattro rappresentanti con comprovata esperienza nel settore sociale designati dalle associazioni regionali delle cooperative più rappresentative che risultino aderenti alle associazioni nazionali di rappresentanza;

e)tre rappresentanti delle centrali sindacali più rappresentative;

f)quattro esperti in materia di cooperazione sociale;

g)un rappresentante dell'ANCI regionale.

La nomina dei componenti effettuata dalla giunta regionale.
2. I componenti durano in carica quattro anni e possono essere riconfermati.
3. Il comitato è convocato dal presidente. Per la validità delle sedute è necessaria la presenza della metà più uno dei componenti.
4. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza di voti e in caso di parità prevale il voto del presidente.
5. Le funzioni di segretario del comitato sono svolte da un funzionario del servizio servizi sociali della Regione.

6. Ai componenti del Comitato con l'esclusione dei dipendenti regionali spettano le indennità ed i rimborsi previsti dalla L. R. 2 agosto 1984, n. 20 e successive modificazioni ed integrazioni.




Art. 16 - Compiti del comitato

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1. Il comitato:

a)riferisce annualmente alla giunta regionale sulla attuazione delle convenzioni stipulate tra le amministrazioni, le cooperative e i consorzi;

b)propone il tariffario regionale e i corrispettivi;

c)esprime parere in ordine all'assegnazione dei fondi di cui all'articolo 13;

d)esprime parere sulle proposte di modifica della presente legge;

e)promuove studi ed indagini in materia di cooperazione sociale;

f)propone gli standards minimi di rapporto tra operatori ed utenti in relazione alla tipologia dei servizi;

g)formula proposte in materia di cooperazione sociale;

h)riferisce annualmente sull'attività complessiva della cooperazione sociale rispetto agli obbiettivi fissati dalla Regione in materia di politica sociale;

i)propone parametri per gli standards qualitativi di valutazione di servizi svolti dalle cooperative;

j)propone alla giunta regionale sistemi di controllo con particolare riguardo alla qualità degli interventi.




Titolo VI Norme finanziarie e transitorie

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Art.17 - Norme finanziarie
Art.18 - Norme transitorie




Art. 17 - Norme finanziarie

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1. Per l'attuazione degli interventi previsti dalla presente legge è autorizzata, per l'anno 1995, la spesa di lire cento milioni; per gli anni successivi l'entità della spesa sarà stabilita con legge di bilancio sulla scorta delle disponibilità esistenti e delle priorità da individuarsi.
2. Alla copertura delle spese autorizzate per effetto del comma 1 si provvede:

a)alla spesa di lire cento milioni, relativa al 1995, mediante corrispondente riduzione ai sensi dell'articolo 59 secondo comma della L. R. 30 aprile 1980, n. 25 dello stanziamento iscritto a carico del capitolo 5100101 del bilancio di previsione per l'anno 1994 all'auopo utilizzando l'apposito accantonamento di cui alla partita 15 dell'elenco 1;

b)per gli anni successivi mediante impiego di una quota parte del fondo comune di cui all'articolo 8 della legge 281/1970 e successive modificazioni ed integrazioni.

3. Le somme occorrenti per il pagamento delle spese autorizzate per effetto del comma 1 saranno iscritte a carico di apposito capitolo che la giunta regionale è autorizzata ad istituire nello stato di previsione della spesa del bilancio 1995, avente la seguente denominazione ed i controindicati stanziamenti competenza e di cassa: ?Contributi per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale?, lire 100.000.000.
Per gli anni successivi a carico dei capitoli corrispondenti.




Art. 18 - Norme transitorie

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1. L'iscrizione delle cooperative sociali e loro consorzi all'albo regionale provvisorio delle cooperative sociali, istituito con deliberazione di giunta regionale del 23 dicembre 1992, n. 5204, produce gli stessi effetti dell'iscrizione all'albo regionale di cui all'articolo 2.
2. In sede di prima applicazione della presente legge, le domande di contributo di cui all'articolo 12 devono essere presentate entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa.
La presente legge sarà pubblicata nel bollettino ufficiale della Regione: è fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Marche.

Ancona, 13 aprile 1995

Il Presidente
(Gaetano Recchi)

Note
Nota all'articolo 1, comma 1, e all'articolo 2, comma 2, lettera c):
Il testo degli articoli 8 e 9 della legge n. 381/91
(Disciplina delle cooperative sociali ) è il seguente:
?Articolo 8. Consorzi. 1. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano ai consorzi costituiti come società cooperative aventi la base sociale formata in misura non inferiore al 70% da cooperative sociali?.
? Articolo 9. Normativa regionale. 1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni emanano le norme di attuazione. A tal fine istituiscono l'albo regionale delle cooperative sociali e determinano le modalità di raccordo con l'attività dei servizi socio sanitari, nonché con le attività di formazione professionale e di sviluppo dell'occupazione.

2. Le regioni adottano convenzioni tipo per i rapporti tra le cooperative sociali e le amministrazioni pubbliche che operano nell'ambito della regione, prevedendo, in particolare, i requisiti di professionalità degli operatori e l'applicazione delle norme contrattuali vigenti.
3. Le regioni emanano altresì norme volte alla promozione, al sostegno e allo sviluppo della cooperazione sociale. Gli oneri derivanti dalle misure di sostegno disposte dalle regioni sono posti a carico delle ordinarie disponibilità delle regioni medesime?.


Nota all'articolo 3, comma 3:
Il testo dell'articolo 4 della legge n. 381/91 (Per l'argomento della legge vedi nella nota all'articolo 1, comma 1 e articolo 2, comma 2, lettera C) è il seguente:
?Articolo 4. Persone svantaggiate. 1. Nelle cooperative che svolgono le attività di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), si considerano persone svantaggiate gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di istituti psichiatrici, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazione di difficoltà familiare, i condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione previste dagli articoli 47, 47 bis, 47-ter e 48 della legge 26 luglio 1975, n. 354, come modificati dalla legge 10 ottobre 1986, n. 663. Si considerano inoltre persone svantaggiate i soggetti indicati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, con il Ministro dell'interno e con il Ministro per gli affari sociali, sentita la commissione centrale per le cooperative istituite dall'articolo 18 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni.

2. Le persone svantaggiate di cui al comma 1 devono costituire almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa e, compatibilmente con il loro stato soggettivo, essere socie della cooperativa stessa. La condizione di persona svantaggiata deve risultare da documentazione proveniente dalla pubblica amministrazione, fatto salvo il diritto alla riservatezza.
3. Le aliquote complessive della contribuzione per l'assicurazione obbligatoria previdenziale ed assistenziale dovute dalle cooperative sociali, relativamente alla retribuzione corrisposta alle persone svantaggiate di cui al presente articolo, sono ridotte a zero?.


Nota all'articolo 3, comma 5:
Per il testo dell'articolo 8 della legge n. 381/1991 vedi nella nota all'articolo 1, comma 1, e all'articolo 2, comma 2, lettera c)

Nota all'articolo 3 comma 6:
- Il testo dell'articolo 4 della legge n. 15/1968 (Norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e autenticazione di firme) è il seguente:
?Articolo 4 (Dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà).
L'atto di notorietà concernente fatti, stati o qualità personali che siano a diretta conoscenza dell'interessato è sostituito da dichiarazione resa e sottoscritta dal medesimo dinanzi al funzionario competente a ricevere la documentazione o dinanzi ad un notaio, cancelliere, segretario comunale, o altro funzionario incaricato dal sindaco, il quale provvede alla autenticazione della sottoscrizione con la osservanza delle modalità di cui all'articolo 20?.

- Il testo dell'articolo 3 del D.P.R. n. 130/1994 (Regolamento recante norme attuative della legge 4 gennaio 1968, n. 15 con particolare riferimento all'articolo 3 e ad altre disposizioni in materia di dichiarazioni sostitutive) è il seguente:
?Articolo 3. Presentazione delle dichiarazione sostitutive.
1. Le dichiarazioni sostitutive di cui al comma 1 dell'articolo 2, pari a quelle previste dagli articoli 2 e 4 della legge 4 gennaio della 1968, n. 15 possono essere presentate anche contestualmente all'istanza, sono sottoscritte dall'interessato in presenza del dipendente addetto e vengono autenticate da quest'ultimo con le modalità di cui all'articolo 20 della medesima legge n. 15/1968.

2. I dipendenti competenti a ricevere la documentazione possono appartenere a qualsiasi livello o qualifica superiore alla quinta. E' obbligo di ciascuna unità organizzativa individuare e rendere noti al pubblico il nominativo e la qualifica dei dipendenti suddetti.
3. Il responsabile del procedimento, identificato ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 1990 n. 241, è comunque competente a ricevere la documentazione.
4. Nei casi di cui all'articolo 1, comma 2, del presente regolamento, così come negli altri casi previsti dagli articoli 2 e 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, la mancata accettazione della dichiarazione sostitutiva, senza che sussistano irregolarità o falsità della stessa, costituisce violazione dei doveri di ufficio.

5. Nei casi in cui l'interessato debba presentare all'amministrazione copia autentica di un documento ai sensi dell'articolo 14 della legge 4 gennaio 1968, n. 15. L'autenticazione della copia può essere fatta dal responsabile del procedimento o da qualsiasi altro dipendente competente a ricevere la documentazione dietro semplice esibizione dell'originale e senza obbligo di deposito dello stesso presso l'amministrazione precedente. In tal caso la copia autentica può essere utilizzata solo nel procedimento in corso?.


Nota all'articolo 3, comma 7:
Il testo dell'articolo 6 della legge n. 241/1990 ( Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) è il seguente:

?Articolo 6. 1. Il responsabile del procedimento:

a)valuta ai fini istruttori le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per l'emanazione del provvedimento;

b)accerta di ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all'uopo necessari, e adotta ogni misura per l'adeguato e sollecito svolgimento dell'istruttoria. In particolare, può chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può esperire accertamenti tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali;

c)propone l'indizione o, avendone la competenza, indice le conferenze di sevizi di cui all'articolo 14;

d)cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le modificazioni previste dalle leggi e dai regolamenti;

e)adotta, ove ne abbia la competenza, il provvedimento finale, ovvero trasmette gli atti all'organo competente per l'adozione?.


Note all'articolo 4, comma 2:
- Per il testo dell'articolo 2,comma 2 della legge 381/1991 vedi nella nota articolo 9 commi 1 lettera d), e 2.
- Per il testo dell'articolo 4, comma 2, della legge n. 381/1991 vedi nella nota all'articolo 3, comma 3.

Nota all'articolo 5, comma 2:
Il D. Lgs. C.P.S. n. 1577/1947 reca: ?Provvedimenti per la cooperazione?.

Note all'articolo 5, comma 4:
- Per il testo dell'articolo 2, comma 2, della legge n. 381/1991 vedi nella nota nell'articolo 9, commi 1, lettera d) e 2.

- Per il testo dell'articolo 4, comma 2, della legge 381/1991 vedi nella nota all'articolo 3, comma 3.

Nota all'articolo 8, comma 1, lettera b):
Il testo dell'articolo 5, della legge n. 381/1991 (Per l'argomento della legge vedi nella nota all'articolo 1, comma 1, e all'articolo 2, comma 2, lettera c) è il seguente:
?Articolo 5. Convenzioni. - 1. Gli enti pubblici possono, anche in deroga la disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione, stipulare convenzioni con le cooperative che svolgono le attività di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), per la fornitura di beni e servizi diversi da quelli socio sanitari ed educativi, purché finalizzate a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate di cui all'articolo 4, comma 1.

2. Per la stipula delle convenzioni di cui al presente articolo le cooperative debbono risultare iscritte all'albo regionale di cui all'articolo 9, comma 1?.

Nota all'articolo 9, commi 1, lettera d), e 2:
Il testo degli articoli 1, comma 1, lettera a) e 2 della legge 381/1991 (per l'argomento della legge vedi alla nota all'articolo 1, comma 1, e all'articolo 2, comma 2, lettera c) è il seguente:
?Articolo 1 - (Definizione) - 1. Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso:

la gestione di servizi socio sanitari ed educativi: (Omissis)?.

Nota all'articolo 9, comma 3:
Per il testo dell'articolo 5 della legge n. 381/1991 vedi nella nota all'articolo 8, comma 1, lettera b).

Nota all'articolo 12, comma 4:
Per il testo dell'articolo 8 della legge n. 381/1991 vedi nella nota all'articolo 1, comma 1, e all'articolo 2, comma 2, lettera c).

Nota all'articolo 15, comma 6:
La L.R. n. 20/1984 reca: ?Disciplina delle indennità spettante agli amministratori degli enti pubblici operanti in materia di competenza regionale e ai componenti di commissioni, collegi e comitati istituiti dalla Regione o operanti nell'ambito della amministrazione regionale?.


Nota all'articolo 17, comma 2, lettera a):
L'articolo 59 della legge regionale n. 25/1980 (Ordinamento contabile della Regione e procedure di programmazione) concerne l'utilizzazione dei fondi globali iscritti nel bilancio per l'esercizio precedente. Il secondo comma così dispone: ?Ai fini della copertura finanziaria di spese derivanti da provvedimenti legislativi regionali non approvati dal consiglio entro il termine dell'esercizio relativo, può farsi riferimento alle quote non utilizzate dei fondi globali di detto esercizio, purchè tali provvedimenti siano approvati dal consiglio entro il termine fissato dallo Statuto regionale per la presentazione del rendiconto e le relative proposte risultino presentate entro il 31 dicembre dell'anno precedente. In tal caso resta ferma l'assegnazione degli stanziamenti dei detti fondi globali al bilancio nel quale essi furono iscritti e delle nuove o maggiori spese di bilancio dell'esercizio successivo?.


Nota all'articolo 17, comma 2, lettera b):
Il testo dell'articolo 8 della legge 281/1970 (Provvedimenti finanziari per l'attuazione delle Regioni a statuto ordinario) è il seguente:
?Articolo 8 - (Partecipazione al gettito di imposte erariali) - Nello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro e istituito un fondo il cui ammontare è commisurato al gettito annuale dei seguenti tributi erariali nelle quote sotto indicate:


a)il 15% dell'imposta di fabbricazione sugli oli minerali, loro derivati e prodotti analoghi;

b)il 75% dell'imposta di fabbricazione e dei diritti erariali sugli spiriti;

c)il 75% dell'imposta di fabbricazione sulla birra;

d)il 75% delle imposte di fabbricazione sullo zucchero, sul glucosio, maltosio e analoghe materie zuccherine;

e)il 75% dell'imposta di fabbricazione sui gas incondensabili di prodotti petroliferi e sui gas resi liquidi con la compressione;

f)il 25% dell'imposta erariale sul consumo dei tabacchi.

Le quote suindicate sono commisurate all'ammontare complessivo dei versamenti in conto competenza e residui, relativi al territorio delle Regioni a statuto ordinario ed affluiti alle sezioni di tesoreria provinciale dello Stato nel penultimo anno antecedente a quello di devoluzione, al netto dei rimborsi per qualsiasi causa effettuati nel medesimo anno.
Sono riservati allo Stato i proventi derivanti da maggiorazioni di aliquote o altre modificazioni dei tributi di cui sopra, che siano disposte successivamente all'entrata in vigore della presente legge, quando siano destinati per legge alla copertura di nuove o maggiori spese a carico del bilancio statale.

La percentuale del gettito complessivo del tributo, attribuibile alle modificazioni di aliquote previste dal precedente comma, è determinata con la legge di bilancio.
Il fondo comune è ripartito fra le Regioni a statuto ordinario con decreto del Ministro per il tesoro di concerto con quello per le finanze nel modo seguente:

A)per i sei decimi, in proporzione diretta alla popolazione residente in ciascuna Regione, quale risulta dai dati ufficiali dell'Istituto centrale di statistica relativi al penultimo anno antecedente a quello della devoluzione;

B)per un decimo i proporzione diretta alla superficie di ciascuna Regione, quale risulta dai dati ufficiali dell'Istituto centrale di statistica relativi al penultimo anno antecedente a quello della devoluzione;

C)per i tre decimi, fra le Regioni in base ai seguenti requisiti:

a)tasso di emigrazione al di fuori del territorio regionale, relativo al penultimo anno antecedente a quello della devoluzione, quale risulta dai dati ufficiali dell'Istituto centrale di statistica;

b)grado di disoccupazione, relativo al penultimo anno antecedente a quello della devoluzione, quale risulta dal numero degli iscritti nelle liste di collocamento appartenenti alla prima e seconda classe, secondo i dati ufficiali rilevati dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale;

c)carico pro capite dell'imposta complementare progressiva sul reddito complessivo posta in riscossione mediante ruoli nel penultimo anno antecedente a quello della devoluzione, quale risulta dai dati ufficiali pubblicati dal Ministero delle finanze. Con l'entrata in vigore dei provvedimenti di attuazione della riforma tributaria, il carico pro capite sarà riferito ad altra imposta corrispondente.

La determinazione delle somme spettanti alla Regione sui tre decimi del fondo è fatta in ragione diretta della popolazione residente, quale risulta dai dati ufficiali dell'Istituto centrale di statistica, relativa al penultimo anno antecedente a quello della ripartizione, nonché in base alla somma dei punteggi assegnati a ciascuno requisito nella tabella annessa alla presente legge.
Al pagamento delle somme spettanti alle Regioni, il Ministero del tesoro provvede bimestralmente con mandati diretti intestati a ciascuna Regione.

Con successiva legge, da emanarsi non appena l'Istituto centrale di statistica abbia elaborato e pubblicato i dati relativi alla distribuzione regionale del reddito nazionale e comunque non oltre due anni, saranno riveduti i criteri di ripartizione del fondo comune di cui alla lettera e) del quinto comma del presente articolo, osservando il principio di una perequazione in ragione inversamente proporzionale al reddito medio pro capite di ciascuna Regione?.

Nota all'articolo 18, comma 1:

La deliberazione della giunta regionale n. 5204/1992 reca: Legge 381/91 - Istituzione dell'Albo Regionale delle cooperative sociali

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