Regione Puglia

Legge Regionale della Regione Puglia 1° settembre 1993 n. 21

 

 

Legge Regionale della Regione Puglia 1° settembre 1993 n. 21

 

 

Iniziative regionali a sostegno delle cooperative sociali e norme attuative della legge 8/11/1991 n. 381 Disciplina delle cooperative sociali


Il Consiglio Regionale ha approvato.

 

Il Commissario del Governo ha apposto il visto.

 

Il Presidente della Giunta Regionale

 

promulga

 

la seguente legge:




Art.1 - Finalità
Art.2 - Cooperative sociali - Definizione
Art.3 - Soci volontari
Art.4 - Albo regionale
Art.5 - Raccordi
Art.6 - Convenzioni
Art.7 - Consulta regionale della cooperazione
Art.8 - Relazione annuale
Art.9 - Relazione biennale




Art. 1 - Finalità

Legge Regionale della regione Puglia 1° settembre 1993 n. 21 Iniziative regionali a sostegno delle cooperative s..




1. La regione Puglia, nel rispetto degli articoli 45 e 117 della Costituzione nonché dell'articolo 17 dello Statuto, in armonia con la normativa nazionale, promuove iniziative al sostegno delle cooperative sociali e ne favorisce lo sviluppo.




Art. 2 - Cooperative sociali - Definizione

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1. Si considerano cooperative sociali quelle che, in applicazioni della lettera a) del comma 1 dell'articolo 1 della legge 08.11.91, n. 381, gestiscono servizi socio-sanitari e di formazione, disciplinati dai regolamenti, dai piani dai programmi regionali in materia di interventi socio-sanitari ed educativo-assistenziali.
2. Si considerano, altresì, cooperative sociali quelle che svolgono attività finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate ai sensi della lettera b) del I comma dell'articolo 1 della legge 08.11.91 n. 381.

3. Le cooperative sociali di cui al precedente secondo comma svolgono la loro attività nei seguenti campi:
A- agricoltura, agriturismo, industria agro-alimentare
B- industria
C- artigianato
D- ambiente e beni culturali
E- salvaguardia del territorio
F- commercio
G- attività integrate che riguardano due o più dei settori sopracitati
H- servizi.
4. I soci delle cooperative di cui al I comma devono possedere una professionalità coerente con l'attività svolta, come indicato nello Statuto Sociale, e con quanto previsto e regolamentato da apposite convenzioni-tipo.

5. Le persone svantaggiate di cui al secondo comma devono costituire almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa ed essere socie della cooperativa stessa, salvi i casi di accertata e documentata incompatibilità dello status di socio con il loro status soggettivo.
6. Si considerano persone svantaggiate:
- gli invalidi fisici, psichici e sensoriali di cui all'articolo 3 della legge 05.02.92, n. 104 e successive modifiche ed integrazioni;
- gli ex degenti di istituti psichiatrici ed i soggetti in trattamento psichiatrico di cui alla legge 13.05.78, n. 180 e l.r. 20.06.1980, n. 72 e successive modifiche ed integrazioni;

- i tossicodipendenti di cui alla legge 26.06.90, n. 162 e D.P.R. 09.10.90, n. 309 e successive modifiche ed integrazioni;
- tutti gli altri soggetti di cui al I comma dell'articolo 4 della legge 08.11.91, n. 381.
7. La condizione di persona svantaggiata deve risultare da documentazione proveniente dalla pubblica Amministrazione, fatto salvo il diritto alla riservatezza.




Art. 3 - Soci volontari

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1. I soci volontari di cui all'articolo 2 della legge 08.11.91, n. 381 non possono superare il 50% del numero complessivo dei soci.




Art. 4 - Albo regionale

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1. La Regione istituisce presso l'Assessorato al lavoro e cooperazione l'Albo regionale delle cooperative sociali, che si articola nelle seguenti sezioni:

a)sezione A, nella quale sono iscritte le cooperative che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi;

b)sezione B, nella quale sono iscritte le cooperative che svolgono attività diverse, finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate;

c)sezione C, nella quale sono iscritti i consorzi di cui all'art. 8 della legge 8/11/91, n. 381.

2. Possono chiedere l'iscrizione all'Albo regionale le cooperative ed i consorzi che risultano iscritti all'apposita ?Sezione Cooperazione Sociale? del Registro Prefettizio e che abbiano la sede sociale nel territorio regionale.
3. L'iscrizione al Registro Prefettizio non comporta l'automatica iscrizione all'Albo regionale delle cooperative sociali.
4. La richiesta di iscrizione all'Albo regionale viene inoltrata dalla cooperativa all'Assessorato regionale al lavoro e cooperazione unitamente alla sottoindicata documentazione:

·atto costitutivo e statuto che specifichi l'oggetto dell'attività sociale rientrante o nell'una o nell'altra tipologia descritta al 1° e 2° comma dell'art 2;

·libro dei soci comprensivo della sezione apposita riguardante gli eventuali soci volontari;

·certificazione attestante il rilascio delle autorizzazioni o/e iscrizioni prescritte per legge per avviare e attuare l'attività;

·relazione sull'attività svolta ove si tratti di cooperative già operanti;

·certificato di iscrizione al Registro Prefettizio;

·certificato rilasciato dalla Pubblica Amministrazione ed attestante la condizione di persona svantaggiata di cui al precedente art 2.

5. L'iscrizione all'Albo regionale delle cooperative è disposta, entro trenta giorni dalla data di ricevimento dell'istanza, con D.P.G.R. da pubblicare per estratto sul B.U.R.P.
6. Il termine di cui al precedente comma è sospeso in caso di richiesta di integrazione della documentazione e fino alla data di ricezione degli elementi richiesti.
7. Il rigetto della domanda di iscrizione all'Albo è disposto con provvedimento motivato dell'Assessore al lavoro e cooperazione. Il provvedimento è comunicato a mezzo lettera raccomandata all'ente cooperativo entro trenta giorni dalla data della sua adozione. L'ente cooperativo può presentare ricorso alla Giunta regionale avverso il provvedimento di rigetto della domanda di iscrizione, entro trenta giorni dalla data di ricevimento della relativa comunicazione. La Giunta regionale decide entro sessanta giorni dalla data di presentazione del ricorso.

8. L'Assessorato regionale al lavoro e cooperazione cura la tenuta e l'aggiornamento dell'albo regionale, nonché gli adempimenti previsti dall'art. 6 della legge 8/11/91, n. 381.
9. Le cooperative di cui al II comma del precedente art. 2 devono dimostrare annualmente il possesso del requisito previsto dal primo punto del quinto comma del medesimo art. 2 mediante invio di documentazione apposita.
10. Qualora venga rilevato il venire meno di uno o più dei requisiti richiesti per l'iscrizione, la Regione diffida la Cooperativa a ripristinare lo stato preesistente. In caso di inottemperanza, dispone la cancellazione dall'Albo regionale con D.P.G.R. da pubblicare per estratto sul B.U.R.P.

11. L'Albo regionale delle cooperative sociali è annualmente pubblicato sul B.U.R.P., che riporta le singole variazioni che intervengono nel corso dell'anno.
12. L'iscrizione all'Albo regionale costituisce la condizione per l'accesso agli interventi previsti dalla Regione Puglia, nonché per la stipula delle convenzioni di cui al successivo art. 6.




Art. 5 - Raccordi

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1. La Regione, nella predisposizione degli atti di programmazione delle attività socio-sanitarie ed educative, riconosce il ruolo specifico e proprietario della cooperazione sociale, in forza delle caratteristiche di finalizzazione all'interesse pubblico, di imprenditorialità e di democraticità che le sono proprie.
2. La Regione, nella predisposizione degli atti di programmazione in materia di formazione professionale, favorisce:

a)la realizzazione di uno stretto raccordo tra le strutture formative e le cooperative sociali riguardo alla formazione di base e all'aggiornamento degli operatori, anche attraverso l'individuazione, la definizione e il sostegno di nuovi profili professionali nell'ambito delle attività di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati;

b)lo sviluppo, attraverso le cooperative sociali, di specifiche iniziative formative a favore dei lavoratori svantaggiati;

c)l'attuazione di autonome iniziative delle cooperative sociali volte alla qualificazione professionale e manageriale del proprio personale e degli amministratori;

3. La Regione riconosce nelle cooperative sociali il soggetto privilegiato per l'attuazione di politiche attive del lavoro finalizzate a nuova occupazione. In particolare possono essere previste forme di interventi volti a favorire l'affidamento alle cooperative sociali della fornitura di beni e servizi da parte delle amministrazioni pubbliche ed a promuovere, nell'ambito della Regione, lo sviluppo imprenditoriale della cooperazione sociale.




Art. 6 - Convenzioni

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1. Gli Enti pubblici possono, anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della Pubblica Amministrazione, stipulare convenzioni con le cooperative che svolgono le attività di cui al II comma del precedente art. 2, per la fornitura di beni e servizi diversi da quelli socio-sanitari ed educativi, purché finalizzate a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate.
2. Se sono presenti nel territorio di competenza del committente ente pubblico più cooperative sociali iscritte all'Albo di cui al 1° comma dell'art. 4 che provvedono alla fornitura dei beni e servizi richiesti, per l'individuazione del contraente, viene fatto ricorso alla gara d'appalto.

3. L'Amministrazione regionale, gli Enti pubblici territoriali e gli Enti pubblici sottoposti alla vigilanza dell'Amministrazione regionale possono affidare in concessione alle cooperative iscritte all'Albo di cui al precedente art. 2 e ai consorzi di cui all'art. 8 della legge 8/11/1991 n. 381 la realizzazione di opere pubbliche e la gestione di servizi pubblici diversi da quelli socio-sanitari ed educativi, mediante convenzioni finalizzate a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate di cui al 2° comma dell'art. 2 della presente legge.

4. La Giunta regionale, previo parere espresso dalla Commissione consiliare competente provvede, con apposita deliberazione, ad adottare, entro 60 giorni dall'approvazione della legge schemi di convenzione-tipo per i rapporti fra le cooperative e le pubbliche amministrazioni operanti nel territorio regionale, prevedendo in particolare i requisiti di professionalità degli operatori e l'applicazione delle norme contrattuali vigenti.
5 Il Settore lavoro e cooperazione dell'Assessorato competente cura 1a diffusione e pubblicizzazione degli schemi di convenzione adottati dalla Giunta regionale.




Art. 7 - Consulta regionale della cooperazione

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1. La Consulta regionale della cooperazione istituita dalla l.r. 12.08.1988, n. 23 è integrata con rappresentanti delle cooperative sociali.
2. al comma secondo dell'articolo 2 della l.r. 12/08/1988 è aggiunta la seguente lettera:
"g) da quattro rappresentanti delle cooperative sociali designati dalle associazioni del movimento cooperativo più rappresentative a livello regionale"
Il numero delle rappresentanze sarà assegnato alle Associazioni sulla base delle cooperative sociali iscritte a ciascuna associazione.




Art. 8 - Relazione annuale

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1. L'Assessorato al lavoro e cooperazione sociale predispone una relazione annuale sullo stato di attuazione della legge, da presentare alla Giunta regionale e alla competente Commissione consiliare.
2. A tal fine:

¨- analizza la tipologia e le caratteristiche delle cooperative sociali;

¨- individua le possibili attività ed azioni da porre in essere per la promozione e lo sviluppo delle cooperative sociali e per il soddisfacimento dei bisogni formativi e di aggiornamento dei soci;

¨- si avvale del contributo dell'agenzia regionale per l'impiego, d'intesa con la Commissione regionale per l'impiego.




Art. 9 - Relazione biennale

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1. La Giunta regionale, trascorsi due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, presenta al Consiglio regionale una relazione generale che consenta di valutarne gli effetti ai fini di ogni necessaria modificazione della legge stessa.
La presente Legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Puglia.
Data a Bari, addì 1 Settembre 1993

Copertino


Note

Il testo della legge viene pubblicato con l'aggiunta delle note redatte dall'Ufficio Legislativo della Giunta Regionale in esecuzione delle deliberazioni della G.R. n. 2087/87, nonché del D.P.G.R. n. 504 del 19.05.1987 e successive modificazioni, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio.
Le note non costituiscono testo ufficiale della Legge Regionale.

Note all'articolo 2
- La L. 8 Novembre 1991, n. 381 concernente "Disciplina delle cooperative sociali", pubblicata nella G.U. 3 Dicembre 1991, n. 283 così dispone:

1. Definizione - 1. Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso:
a)la gestione ai servizi socio-sanitari ed educativi;
b) lo svolgimento di attività diverse-agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
2. Si applicano alle cooperative sociali, in quanto compatibili con la presente legge, le norme relative al settore in cui le cooperative stesse operano.

3. La denominazione sociale, comunque formata, deve contenere l'indicazione di "cooperativa sociale".
2. Soci volontari.- 1. Oltre ai soci previsti dalla normativa vigente, gli statuti delle cooperative sociali possono prevedere la presenza di soci volontari che prestino la loro attività gratuitamente.
2. I soci volontari sono iscritti in un apposita sezione del libro dei soci. Il loro numero non può superare la meta del numero complessivo dei soci.
3. Ai soci volontari non si applicano i contratti collettivi e le norme di legge in materia di lavoro subordinato ed autonomo, ad eccezione delle norme in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Il ministro del lavoro e della previdenza sociale, con proprio decreto, determina l'importo della retribuzione da assumere a base del calcolo dei premi e delle relative .

4. Ai soci volontari può essere corrisposto soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate, sulla base dei parametri stabiliti dalla cooperativa sociale per le totalità dei soci.
5.Nella gestione dei servizi di cui all'articolo 1, comma 1, lettera
a),da effettuarsi in applicazione dei contratti stipulati con amministrazioni pubbliche, le prestazioni dei soci volontari possono essere utilizzate in misura completamente e non sostitutiva rispetto ai parametri di impiego di operatori professionali previsti dalle disposizioni vigenti.

Le prestazioni dei soci volontari non concorrono alla determinazione dei costi di servizio, fatta eccezione per gli oneri connessi all'applicazione dei commi 3 e 4.
3. Obblighi e divieti.- 1. Alle cooperative sociali si applicano le clausole relative ai requisiti mutualistici di cui all'articolo 26 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, ratificato, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 1951, n. 302, e successive modificazioni .

2. Ogni modificazione statuaria diretta ad eliminare il carattere di cooperativa sociale comporta la cancellazione dalla "sezione cooperazione sociale" prevista dal secondo comma dell'articolo 13 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, come modificato dall'articolo 6, comma 1, lettera c), della presente legge, nonché la cancellazione dall'albo regionale di cui all'articolo 9, comma 1, della presente legge.
3. Per le cooperative sociali le ispezioni ordinarie previste dall'articolo 2 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, debbono avere luogo almeno una volta all'anno.

4. Persone svantaggiate. - 1. Nelle cooperative che svolgono le attività di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), si considerano persone svantaggiate gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di istituti psichiatrici, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, i condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione prevista dagli articoli 47, 47-bis, 47-ter, e 48 della legge 26 luglio 1975, n. 354, come modificati dalla legge 10 ottobre 1986, n. 663. Si considerano inoltre persone svantaggiate i soggetti indicati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Lavoro della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, con il Ministro dell'interno e con il Ministro per gli affari sociali, sentita la commissione centrale per le cooperative istituita dall'articolo 18 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni.

2. Le persone svantaggiate di cui al comma 1 devono costituire almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa e, compatibilmente con il loro stato soggettivo, essere socie della cooperativa stessa.
La condizione di persona svantaggiata deve risultare da documentazione proveniente dalla pubblica amministrazione, fatto salvo il diritto alla riservatezza.
3. Le aliquote complessive della contribuzione per l'assicurazione obbligatoria previdenziale ed assistenziale dovute dalle cooperative sociali, relativamente alla retribuzione corrisposta alle persone svantaggiate di cui al presente articolo, sono ridotte a zero.

5. Convenzioni. - 1. Gli enti pubblici possono, anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione, stipulare convenzioni con le cooperative che svolgono le attività di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), per la fornitura ai beni e servizi diversi da quelli socio-sanitari ed educativi, purché finalizzate a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate di cui all'articolo 4, comma 1.
2. Per la stipula delle convenzioni di cui al presente articolo, le cooperative debbono risultare iscritte all'albo regionale di cui all'articolo 9, comma 1.

6. Modifiche al D.Lgs. C.p.S. 14 dicembre 1947, n. 1577-
7. Regime tributario.- 1. Ai trasferimenti di beni per successione o donazione a favore delle cooperative sociali si applicano le disposizioni dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 637.
2. Le cooperative sociali godono della riduzione ad un quarto delle imposte catastali ed ipotecarie, dovute a seguito della stipula di contratti di mutuo, di acquisto o di locazione, relativi ad immobili destinati all'esercizio dell'attività sociale.

8. Consorzi.- 1. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano ai consorzi costituiti come società cooperative aventi la base sociale formata in misura non inferiore al 70% da cooperative sociali.
9. Normativa Regionale.- 1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni emanano le norme di attuazione. A tal fine istituiscono l'albo regionale delle cooperative sociali e determinano le modalità di raccordo con l'attività dei servizi socio-sanitari, nonché con le attività di formazione professionale e di sviluppo della occupazione.

2. Le regioni adottano convenzioni-tipo per i rapporti tra le cooperative sociali e le amministrazioni pubbliche che operano nell'ambito della regione, prevedendo, in particolare, i requisiti di professionalità degli operatori e l'applicazione delle norme contrattuali vigenti.
3. Le regioni emanano altresì norme volte alla promozione, al sostegno e allo sviluppo della cooperazione sociale. Gli oneri derivanti dalle misure di sostegno disposte dalle regioni sono posti a carico delle ordinarie disponibilità delle regioni medesime.

10. Partecipazione alle cooperative sociali delle persone esercenti attività di assistenza e di consulenza. - 1. Alle cooperative istituite ai sensi della presente legge non si applicano le disposizioni di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1815.
11. Partecipazione delle persone giuridiche. - 1. Possono essere ammesse come soci delle cooperative sociali persone giuridiche pubbliche o private nei cui statuti sia previsto il finanziamento e lo sviluppo delle attività di tali cooperative.

12. Disciplina transitoria.-1. Le cooperative sociali già costituite alla data di entrata in vigore della presente legge devono uniformarsi entro due anni da tale data alle disposizioni in essa previste.
2. Le deliberazioni di modifica per adeguare gli atti costitutivi alle norme della presente legge, possono, in deroga alle disposizioni di cui agli articoli 2365 e 2375, secondo comma, del codice civile, essere adottate con le modalità e la maggioranza dell'assemblea ordinaria stabilite dall'atto costitutivo.


Note all'articolo 2, comma 6
- L'articolo 3 della L. 5 febbraio 1992, n. 104, concernente "Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone Handicappate" e pubblicata nella G.U. 17 febbraio 1992, n. 39, S.O., così dispone :
Soggetti avente diritto.- 1. E' persona handicappata colui che presenta una minoranza fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

2. La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative.
3. Qualora la minoranza, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia del personale, correlata all'età in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano proprietà nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.

4. La presente legge si applica anche agli stranieri e agli apolidi, residenti, domiciliati o aventi stabile dimora nel territorio nazionale. Le relative prestazioni sono corrisposte nei limiti ed alle condizioni previste dalla vigente legislazione o da accordi internazionali.
- La L.R. 13 maggio 1978, n. 180, concernente "accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori", è pubblicata nella G.U. 16 maggio 1978, n. 133.
- La L.R. 20 giugno 1980, n. 72, concernente "Provvedimenti per la tutela della salute mentale" è pubblicata nel 9 luglio 1980, n. 49 suppl.

- La L.R. 26 giugno 1990, n. 162, concernente "Aggiornamento modifiche ed integrazioni della legge 22 dicembre 1975, n. 685, recante disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza", è pubblicata nella G.U. 26 giugno 1990, n. 147, S.O.
- Il D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, concernente "Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza", è pubblicata nella G.U. 31 ottobre 1990, n. 255, S.O.


Note all'articolo 7, comma 1
- La L.R. 12 agosto 1988, n. 23, concernente "Disciplina organica degli interventi volti alla promozione e allo sviluppo della cooperazione", è pubblicata nel B.U.R. 16 settembre 1988, n. 49 suppl.
Comma 2
- Si riporta il testo coordinato dell'articolo 2 "Consulta regionale della cooperazione" della L.R. 23/88, così come modificato dall'articolo 7 della L.R. 21/93:
1. È istituita la Consulta regionale della Cooperazione.
2. Essa è nominata con Decreto del Presidente della Giunta regionale e dura in carica per l'intera legislatura.

Essa è composta:
a) dall'Assessore alla Cooperazione, che la preside, o da altro Consigliere regionale di cui al successivo punto b), all'uopo delegato dall'Assessore;
b) da tre Consiglieri regionali, di cui uno in rappresentanza delle minoranze, designati dal Consiglio regionale;
c) dai rappresentanti delle Associazioni del movimento cooperativo in misura di tre per ciascuna di esse nel caso di riconoscimento giuridico ai sensi del D.L.C.P.S. n. 1577 del 14.12.1947 e in numero di uno nel caso già previsto dall'articolo 2, lettera c), della L.R. n. 49 del 31.07.1979;

d) da quattro membri designati dalle Confederazioni regionali dei lavoratori più rappresentative e presenti nel Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro;
e) da un membro nominato su designazione dell'Ufficio regionale del Lavoro.
f) da un membro nominato su designazione dell'Unione regionale delle Camere di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato;
g) da quattro rappresentanti delle cooperative sociali designati dalle associazioni del movimento cooperativo più rappresentative a livello regionale.

2-bis. Il numero delle rappresentanze sarà assegnato alle Associazioni sulla base delle cooperative sociali iscritte a ciascuna associazione.
3. Il Presidente può invitare a partecipare ai lavori della Consulta, senza diritto di voto, rappresentanti delle Università, di Amministrazione, Enti o Associazioni, con particolare competenza in materia di cooperazione.
4. Le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario dell'Assessorato competente.

LAVORI PREPARATORI


- Disegno di legge n. 13 del 31.05.1993 approvato dalla Giunta Regionale su proposta dell'Assessore Ferlicchia.
- Approvato dal Consiglio Regionale nella seduta del 22.07.93
- Vistato dal Commissario del Governo con nota del 28.08.93

Informazioni aggiuntive