Regione Umbria

Legge Regionale della Regione Umbria 2 novembre 1993 n. 12

 

 

Legge Regionale della Regione Umbria 2 novembre 1993 n. 12

 

Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991 n. 381 sulla disciplina delle cooperative sociali


Il Consiglio regionale ha approvato.

 

Il Commissario del Governo ha apposto il visto.

 

Il Presidente della Giunta Regionale

 

Promulga

 

la seguente legge:




Art.1 - Finalità della legge
Titolo I - Albo regionale delle cooperative sociali
Titolo II - Raccordo con l'attività dei servizi socio-sanitari, di formaz. prof. e di svilupp...
Titolo III - Convenzioni tra cooperative sociali consorzi ed enti pubblici
Titolo IV - Misure di incentivazione
Titolo V - Commissione regionale per la cooperazione sociale




Art. 1 - Finalità della legge

Legge Regionale della regione Umbria 2 novembre 1993 n. 12. Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991 n..




1. La Regione dell'Umbria riconocse il rilevante valore delle cooperative sociali organizzate ai sensi dell'articolo 1 delle legge 8 novembre 1991, n. 381, onde perseguire l'interesse generale alla promozione umana ed alla integrazione sociale.
2. A tal fine:

a)istituisce e regolamenta l'albo regionale delle cooperative sociali;

b)determina le modalità di raccordo con l'attività dei servizi socio-sanitari, con l'attività di formazione professionale o di sviluppo dell'occupazione;

c)fissa i criteri cui debbono uniformarsi le convenzioni tra le cooperative sociali, consorzi ed enti pubblici;

d)definisce le misure di promozione, sostegno e sviluppo della cooperazione sociale.




Titolo I Albo regionale delle cooperative sociali

Legge Regionale della regione Umbria 2 novembre 1993 n. 12. Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991 n..



Art.2 - Istituzione dell'albo
Art.3 - Requisiti per l'iscrizione
Art.4 - Adempimenti ordinari
Art.5 - Cancellazione




Art. 2 - Istituzione dell'albo

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1. È istituito, presso la Giunta regionale, l'albo regionale delle cooperative sociali.
2. L'albo si articola nelle seguenti sezioni.

a)sezione A, nella quale sono iscritte le cooperative che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi;

b)sezione B, nella quale sono iscritte le cooperative che svolgono attività agricole, industriali, commerciali o di servizio finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate;

c)sezione C, nella quale sono iscritti i consorzi di cui all'art. 8 della legge 8 novembre 1991, n. 381.




Art. 3 - Requisiti per l'iscrizione

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1. Possono essere iscritti all'albo di cui all'art. 2 le cooperative sociali ed i consorzi aventi sede legale nella regione, che risultino iscritti nella sezione ?cooperazione sociale? del registro prefettizio delle cooperative ed in possesso dei seguenti requisiti:

a)statuto redatto in conformità della legge 8 novembre 1991, n. 381;

b)applicazione del contratto collettivo di lavoro per le cooperative sociali per i dipendenti e rispetto nei regolamenti interni dell'equa retribuzione dei soci lavoratori sulla stessa base;

c)documentazione attestante per le cooperative di tipo A, la presenza nell'organico di almeno una unità con funzioni di direttore tecnico o responsabile dei servizi con adeguati requisiti professionali connessi alle attività svolte ed in possesso di una delle seguenti qualifiche: assistente sociale, psicologo, sociologo, medico, pedagogista, educatore professionale, ovvero operatore in possesso di diploma di scuola media superiore che documenti almeno tre anni di esperienza in posti di responsabilità in cooperative sociali;

d)documentazione attestante per le cooperative di tipo B, la presenza di un direttore tecnico di congrua capacità professionale.

2. Le cooperative che intendano iscriversi alla sezione B, oltre ai requisiti suddetti dovranno certificare che almeno il trenta per cento di lavoratori sia costituito da persone svantaggiate.
3. Per ottenere l'iscrizione le cooperative ed i consorzi presentano al Presidente della Giunta regionale apposita istanza corredata da:

a)certificato di iscrizione alla sezione ?cooperazione sociale? del registro prefettizio;

b)copia dell'atto costitutivo, dello statuto ed eventuali modificazioni;

c)dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante gli ambiti di attività in cui la cooperativa o il consorzio operano ed i relativi servizi;

d)dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la composizione della compagine sociale;

e)relazione o documentazione sui curricula dei soggetti che operano effettivamente nella cooperativa;

f)relazione, per le cooperative già in attività, sull'attività svolta nell'anno precedente alla domanda;

g)copia dell'ultimo bilancio approvato;

h)dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la presenza, al loro interno, di almeno il trenta per cento di lavoratori svantaggiati, per le cooperative che chiedono l'iscrizione nella sezione B;

i)idonea documentazione da cui risulti il rispetto delle norme in materia del lavoro e previdenziale.

4. L'iscrizione all'albo viene disposta, entro novanta giorni dal ricevimento della domanda, con decreto del Presidente della Giunta regionale, previo parere della commissione regionale per la cooperazione sociale di cui all'articolo 17.
5. Il provvedimento di iscrizione è comunicato nei trenta giorni dalla sua emanazione al richiedente, alla Prefettura ed all'Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione ed è pubblicato per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione.

6. Del rigetto della domanda è data comunicazione motivata al richiedente entro il termine di sessanta giorni.




Art. 4 - Adempimenti ordinari

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1. Le cooperative sociali ed i consorzi iscritti all'albo regionale sono tenuti a trasmettere alla Giunta regionale, entro trenta giorni dalla relativa approvazione:

a)eventuali variazioni dello statuto;

b)il bilancio annuale con le relazioni annesse unite a dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la permanenza dei requisiti necessari all'iscrizione.

2. Qualora le cooperative sociali ed i loro consorzi abbiano ottenuto contributi ai sensi della presente legge, debbono allegare relazione esplicativa delle modalità di utilizzo.




Art. 5 - Cancellazione

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1. La Giunta regionale dispone la cancellazione delle cooperative sociali e dei consorzi dall'albo, sentita la commissione di cui all'art. 17. La cancellazione è disposta:

a)qualora le cooperative o i consorzi non abbiano adempiuto agli obblighi del precedente articolo e quando sia rimasta senza esito apposita diffida a provvedere nel termine di trenta giorni;

b)qualora le cooperative o i consorzi siano stati sciolti ovvero risultino inattivi da più di dodici mesi ovvero siano stati cancellati dal registro prefettizio a seguito di ispezioni effettuate ai sensi del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni o comunque venga accertata la perdita di anche uno dei requisiti previsti dal comma 1 dell'articolo 3;

c)qualora il numero dei lavoratori svantaggiati scenda al di sotto della misura del trenta per cento del totale per le cooperative iscritte alla sezione B dell'albo regionale o il numero dei soci volontari previsti dal comma 2, dell'art. 2, della legge 8 novembre 1991, n. 381, superi la misura del cinquanta per cento dei soci e la compagine sociale non venga riequilibrata entro un anno dalla data in cui è avvenuta l'irregolarità.

2. La Giunta regionale dispone, per le cooperative iscritte alla sezione B dell'albo, nei trenta giorni successivi all'anno di iscrizione all'albo regionale apposita ispezione per accertare che i ricavi siano prevalentemente costituiti dal corrispettivo di servizi o prodotti venduti a terzi. L'accertamento negativo comporta la cancellazione dall'albo.
3. Il provvedimento di cancellazione, disposto con decreto dal Presidente della Giunta regionale, è comunicato alla cooperativa o al consorzio, nonché alla Prefettura e all'Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione ed è pubblicato per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione dell'Umbria.




Titolo II Raccordo con l'attività dei servizi socio-sanitari, di formazione professionale e di sviluppo della o..

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..ccupazione

Art.6 - Attività delle cooperative sociali
Art.7 - Raccordo con i servizi socio-sanitari
Art.8 - Raccordo con i servizi educativi
Art.9 - Raccordo con le attività di formazione professionale
Art.10 - Raccordo con le politiche attive del lavoro




Art. 6 - Attività delle cooperative sociali

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1. Le attività delle cooperative di cui all'articolo 2 sono espletate in favore di soggetti che necessitano dell'intervento sociale, sanitario ed educativo, tenuto conto dell'età, della condizione personale, familiare e sociale.




Art. 7 - Raccordo con i servizi socio-sanitari

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1. Il piano socio-sanitario regionale stabilisce le modalità di specifico apporto della cooperazione sociale con particolare riferimento ai casi in cui sussiste compresenza di funzioni sociali e sanitarie. In particolare individua i settori di intervento nei quali alla cooperazione sociale è riconosciuta una funzione specifica e prioritaria di pubblico interesse.




Art. 8 - Raccordo con i servizi educativi

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1. La Regione valorizza l'apporto della cooperazione sociale nei servizi educativi promossi e/o gestiti dagli enti locali e favorisce i rapporti con le istituzioni scolastiche.




Art. 9 - Raccordo con le attività di formazione professionale

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1. Nei programmi pluriennali delle attività di formazione professionale e nei piani attuativi annuali della Regione, sono previsti strumenti idonei a favorire:

a)la realizzazione, d'intesa tra le strutture formative e le cooperative sociali, della formazione di base e dell'aggiornamento degli operatori, anche mediante l'individuazione, la definizione ed il sostegno di nuovi profili professionali nell'ambito delle attività di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati;

b)la realizzazione da parte delle cooperative sociali, di specifiche iniziative formative a favore di lavoratori svantaggiati in particolare per le attività realizzate mediante il ricorso al Fondo sociale e europeo e ad altre provvidenze comunitarie;

c)la realizzazione di autonome iniziative delle cooperative sociali volte alla formazione, qualificazione professionale ed aggiornamento permanente del proprio personale e alla qualificazione manageriale degli amministratori attraverso adeguati supporti in particolare alle attività formative svolte in maniera consorziata.




Art. 10 - Raccordo con le politiche attive del lavoro

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1. La Regione riconosce la cooperativa sociale quale soggetto privilegiato per l'attuazione dello sviluppo occupazionale con particolare riguardo per le persone svantaggiate. Per tali finalità la presente legge prevede provvidenze e agevolazioni in conformità ai criteri di cui agli articoli 15 e 16.




Titolo III Convenzioni tra cooperative sociali consorzi ed enti pubblici

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Art.11 - Convenzioni
Art.12 - Contenuti degli schemi di convenzione-tipo
Art.13 - Durata delle convenzioni
Art.14 - Determinazione dei corrispettivi




Art. 11 - Convenzioni

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1. L'individuazione delle cooperative e consorzi con i quali possono essere stipulate convenzioni di cui all'art. 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381, è effettuata tenendo conto:

a)della capacità di progettazione e gestione della cooperativa o del consorzio;

b)dell'affidabilità organizzativa ed economico-finanziaria;

c)dei titoli e dell'esperienza degli operatori;

d)delle capacità di rispettare gli standard minimi qualitativi dei servizi.

2. La Giunta regionale entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge approva gli schemi di convenzione-tipo per:

a)la gestione di servizi sociosanitari ed educativi;

b)la fornitura di beni e servizi di cui all'art. 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381.

3. Qualora le caratteristiche del servizio lo consentano, la convenzione assume la forma della concessione di pubblico servizio.
4. I consorzi possono stipulare convenzioni ai sensi dell'art. 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381, qualora le attività convenzionabili siano esclusivamente svolte da cooperative sociali di cui all'art. 2, comma 2, lettera b) della legge stessa.
5. La cancellazione dall'albo comporta la risoluzione della convenzione.
6. Copia delle convenzioni viene inviata dall'amministrazione interessata alla commissione regionale di cui all'art. 17.




Art. 12 - Contenuti degli schemi di convenzione-tipo

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1. Gli schemi di convenzione-tipo, diversificati per tipologia di servizio, devono contenere:

a)l'indicazione dell'attività oggetto della convenzione e delle modalità di svolgimento;

b)la durata della convenzione;

c)l'indicazione dei requisiti di professionalità del personale;

d)l'indicazione del responsabile tecnico dell'attività;

e)gli standards minimi di rapporto tra operatori ed utenti in relazione alla tipologia dei servizi;

f)l'eventuale ruolo svolto dai volontari impiegati nel servizio in relazione a quanto previsto dall'art. 2, comma 5, della legge 8 novembre 1991, n. 381;

g)gli standard tecnici relativi alle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza;

h)l'impegno ad applicare i vigenti contratti in materia di rapporto di lavoro delle cooperative sociali;

i)la determinazione dei corrispettivi e le modalità di pagamento;

j)le forme e le modalità di verifica e vigilanza con particolare riguardo alla tutela degli utenti;

k)il regime delle inadempienze e le cause di risoluzione;

l)l'obbligo e le modalità di assicurazione del personale e degli utenti;

m)le modalità di raccordo con gli uffici competenti nella materia oggetto della convenzione appartenenti all'amministrazione stipulante la convenzione.

2. Gli schemi di convenzione-tipo relativi alla fornitura di beni e servizi devono indicare:

a)le modalità per il conseguimento delle opportunità di lavoro e di formazione al lavoro di persone svantaggiate;

b)la percentuale non inferiore al trenta per cento di lavoratori svantaggiati rispetto al totale del personale;

c)la documentazione idonea ad attestare la qualità di lavoratore svantaggiato per ogni unità come tale impiegata ed il progetto individuale di inserimento lavorativo formulato dal soggetto abilitato a svolgere attività socio-sanitarie.




Art. 13 - Durata delle convenzioni

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1. Le convenzioni relative alla fornitura di servizi caratterizzati da prestazioni ricorrenti devono avere di norma durata pluriennale.




Art. 14 - Determinazione dei corrispettivi

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1. Le convenzioni sono stipulate nel rispetto del tariffario proposto, sulla base dell'analisi dei costi di gestione, dalla commissione regionale di cui all'art. 17, ed approvato dalla Giunta regionale. Il tariffario viene aggiornato con cadenza annuale entro il mese di gennaio in relazione all'andamento dei costi.
2. I corrispettivi relativi a servizi socio-sanitari ed educativi gestiti a corpo o quelli relativi a servizi non assimilabili a quelli previsti nel tariffario regionale sono determinati:

a)per i servizi standardizzati, sulla base delle tabelle che fissano i valori di riferimento per le diverse tipologie di servizio, approvate dalla Giunta regionale, sentito il parere della commissione di cui all'art. 17;

b)per i servizi innovativi della Giunta regionale, previo parere della commissione di cui all'art. 17.

3. Per la fornitura di beni e servizi di cui all'art. 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381, i corrispettivi vengono determinati sulla base di parametri oggettivi di costo quali i mercuriali delle camere di commercio o perizie asseverate da parte degli ordini professionali.




Titolo IV Misure di incentivazione

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Art.15 - Tipologie di interventi
Art.16 - Piano di riparto degli incentivi




Art. 15 - Tipologie di interventi

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1. La Regione, al fine di favorire le capacità operative e l'efficacia delle occasioni di sviluppo del settore mediante gli interventi sinergici di enti pubblici ed enti cooperativi, dispone un sistema di incentivi generali finalizzati alla produzione, sostegno e sviluppo del settore ed incentivi specifici a favore di singole iniziative di cooperative o consorzi.
2. Gli incentivi generali concernano:

a)finanziamenti di attività volte alla razionalizzazione ed allo sviluppo delle risorse umane della cooperazione sociale o ad essa correlate;

b)finanziamento di iniziative consortili finalizzate allo sviluppo di attività integrate fra cooperative;

c)concessione ad enti locali di contributi finalizzati alla sottoscrizione di quote di capitale sociale in qualità di soci sovventori ai sensi dell'articolo 4 della legge 31 Gennaio 1992, n. 59 e dell'articolo 11 della legge 8 Novembre 1991, n. 381.

3. Gli interventi specifici concernono:

a)iniziative di sostegno alla fase di avvio dei consorzi;

b)contributi per il sostegno di iniziative di sperimentazione di nuovi servizi o di nuove metodologie di intervento;

c)contributi in conto interesse per crediti di esercizio nella misura massima del 3%;

d)contributi in conto interesse per programmi di investimento, di sviluppo e sostegno nella misura massima del 3%.

4. La Giunta regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con consorzi-fidi per la cooperazione o con istituti di credito bancario per l'erogazione di contributi in conto interesse di cui alla lettera c) del precedente comma.




Art. 16 - Piano di riparto degli incentivi

Legge Regionale della regione Umbria 2 novembre 1993 n. 12. Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991 n..




1. La Giunta regionale approva entro il 31 marzo di ogni anno, previo parere della commissione di all'articolo 17 e della commissione consigliare competente, il piano di riparto degli incentivi.




Titolo V Commissione regionale per la cooperazione sociale

Legge Regionale della regione Umbria 2 novembre 1993 n. 12. Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991 n..



Art.17 - Commissione regionale per la cooperazione sociale
Art.18 - Compiti della commissione
Art.19 - Norme finali e transitorie
Art.20 - Modificazione della legge regionale
Art.21 - Norma finanziaria




Art. 17 - Commissione regionale per la cooperazione sociale

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1. È istituita presso la Giunta regionale la commissione regionale per la cooperazione sociale della quale fanno parte:

a)l'Assessore regionale ai servizi sociali che la presiede o un suo delegato;

b)il dirigente responsabile dell'Ufficio coordinamento delle attività socio-sanitarie della Giunta regionale o un suo sostituto;

c)il Dirigente responsabile del Settore dell'artigianato, commercio e cooperazione della Giunta regionale o suo sostituto;

d)il Direttore dell'Ufficio regionale del lavoro e della massima occupazione o suo delegato;

e)tre rappresentanti effettivi e supplenti, con comprovata esperienza nel settore sociale, designati dalle associazioni regionali delle cooperative più rappresentative, che risultino aderenti alle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, riconosciute ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 14 dicembre 1947, n. 1577 e successive modificazioni ed integrazioni del Capo provvisorio dello Stato;

f)tre esperti in materia di cooperazione sociale eletti dal Consiglio regionale con voto limitato a due;

g)un rappresentante dell'ANCI regionale.

2. La nomina dei componenti è effettuata dalla Giunta regionale.
3. Ai componenti della commissione estranei all'amministrazione spetta una indennità forfettaria per ogni giornata di seduta di lire cinquantamila nonché il rimborso delle spese previsto dalle vigenti disposizioni per il personale regionale di più elevato livello funzionale.




Art. 18 - Compiti della commissione

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1. La Commissione:

a)esamina le domande di iscrizione all'albo regionale della cooperazione sociale ed esprime parere sulle stesse;

b)collabora alla tenuta dell'albo regionale esaminando gli aggiornamenti, proponendo apposite indagini ed ispezioni effettuate tramite gli uffici della Giunta regionale ed esprime parere sulle cancellazioni;

c)riferisce annualmente alla Giunta regionale sull'attuazione delle convenzioni stipulate tra le amministrazioni, le cooperative e i consorzi;

d)predispone il tariffario regionale e determina i corrispettivi di cui al comma 2 dell'articolo 14;

e)esprime parere in ordine al piano di riparto di cui all'articolo 16;

f)esprime parere sulle proposte di modifica della presente legge;

g)esprime pareri, effettua studi o indagini in materia di cooperazione sociale a richiesta della Giunta regionale;

h)predispone gli standard minimi di rapporto tra operatori ed utenti in relazione alla tipologia dei servizi.

2. La commissione inoltre:

a)formula proposte alla Giunta regionale in materia di cooperazione sociale;

b)riferisce annualmente sull'attività complessiva della cooperazione sociale rispetto agli obiettivi fissati dalla Regione in materia di politica sociale;

c)fa proposte per la determinazione annuale delle risorse destinate agli obbiettivi regionali di politica sociale individuati dal piano socio-sanitario, mediante la formulazione di programmi di interventi;

d)propone parametri per gli standard qualitativi di valutazione dei servizi svolti dalle cooperative;

e)propone alla Giunta regionale sistemi di controllo con particolare riferimento alla qualità degli interventi.




Art. 19 - Norme finali e transitorie

Legge Regionale della regione Umbria 2 novembre 1993 n. 12. Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991 n..




1. Le cooperative già iscritte al registro regionale delle cooperative di servizio sociale istituito ai sensi della legge regionale 31 maggio 1982, n. 29, che ne facciano richiesta e che dimostrino di svolgere attività ai sensi dell'articolo 1 della presente legge, sono iscritte in via provvisoria all'albo di cui all'articolo 2.
2. Entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge nel Bollettino Ufficiale della Regione dell'Umbria le cooperative iscritte di diritto dovranno produrre idonea documentazione in cui si certifichi l'adeguamento alla presente legge, pena la cancellazione dall'albo regionale.




Art. 20 - Modificazione della legge regionale

Legge Regionale della regione Umbria 2 novembre 1993 n. 12. Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991 n..




1. Sono soppresse:
- all'articolo 26, comma 1, le parole " e le cooperative "
- all'articolo 27, comma 1, le parole " e le cooperative "




Art. 21 - Norma finanziaria

Legge Regionale della regione Umbria 2 novembre 1993 n. 12. Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991 n..





1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge si provvederà mediante iscrizione nel bilancio dell'esercizio 1994 e successivi, di apposito stanziamento alla cui quantificazione si provvederà a norma del secondo comma dell'articolo 5 della legge regionale di contabilità 3 maggio 1978, n. 23.
La Giunta regionale è autorizzata ad istituire apposito capitolo denominato: "Spese per l'attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381, sulla disciplina delle cooperative sociali".

La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Umbria.
Data a Perugia, addì 2 novembre 1993

Carnieri


AVVERTENZA - Il testo della legge viene pubblicato con l'aggiunta delle note redatte dall'Area operativa servizi socio-sanitari, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, 3 e 4 della legge regionale 18 dicembre 1987, n. 54, al solo scopo di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Note

Nota al titolo della legge :
La legge 8 novembre 1991, n. 381 recante "Disciplina delle cooperative sociali", è pubblicata nella G.U. 3 dicembre 1991, n. 283.


Nota all'articolo 1, comma 1:
Il testo dell'articolo 1 della legge 8 novembre 1991, n. 381 (si veda la nota al titolo della legge), è il seguente:
1. Definizione - 1. Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana o all'integrazione sociale dei cittadini attraverso:
a) la gestione dei servizi socio-sanitari ed educativi;
b) lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

2. Si applicano alle cooperative sociali, in quanto compatibili con la presente legge, le norme relative al settore in cui le cooperative stesse operano.
3. La denominazione sociale, comunque formata, deve contenere l'indicazione di "cooperativa sociale".

Nota all'articolo 2, comma 2, lettera c):
Il testo dell'articolo 8 della legge 8 novembre 1991, n. 381 (si veda la nota al titolo della legge ), è il seguente:
"8. Consorzi - 1. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano ai consorzi costituiti come società cooperative avente la base sociale formata in misura non inferiore al 70% da cooperative sociali".


Nota all'articolo 3, comma 1, lettera a):
Per la legge 8 novembre 1991, n. 381, si veda la nota al titolo della legge.

Note all'articolo 5, comma 1, lettera b) e c):
- Il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577 concernente "Provvedimenti per la cooperazione" e pubblicato nella G.u: 22 gennaio 1948, n. 17.
- Il testo dell'articolo 2 della legge 8 novembre 1991, n. 381 (si veda la nota al titolo della legge), è il seguente:
"2. soci volontari. - 1. Oltre ai soci previsti dalla normativa vigente gli statuti delle cooperative sociali possono prevedere la presenza di soci volontari che prestino la loro attività gratuitamente.

2. I soci volontari sono iscritti in un apposita sezione del libro dei soci. Il loro numero non può superare la metà del numero complessivo dei soci.
3.Ai soci volontari non si applicano i contratti collettivi e norme di legge in materia di lavoro subordinato ed autonomo ad eccezione delle norme in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, con proprio decreto, determina l'importo della retribuzione da assumere a base del calcolo dei premi e delle prestazioni relative.

4. Ai soci volontari può essere corrisposto soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate, sulla base di parametri stabiliti dalla cooperativa sociale per la totalità dei soci.
5. Nella gestione dei servizi di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c), da effettuarsi in applicazione dei contratti stipulati con amministrazioni pubbliche, le prestazioni dei soci volontari possono essere utilizzate in misura complementare e non sostitutiva rispetto ai parametri di impiego di operatori professionali previsti dalle disposizioni vigenti. Le prestazioni dei soci volontari non concorrono alla determinazione dei costi di servizio, fatta eccezione per gli oneri connessi all'applicazione dei commi 3 e 4.


Nota all'articolo 11, commi 1, 2 lettera b) e 4:
Il testo dell'articolo 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381 (si veda nota al titolo della legge), è il seguente:
"5. Convenzioni - 1. Gli enti pubblici possono, anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione, stipulare convenzioni con le cooperative che svolgono le attività di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), per la fornitura di beni e servizi diversi da quelli socio-sanitari ed educativi purché finalizzate a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate di cui all'articolo 4, comma 1.

2. Per la stipula delle convenzioni di cui al presente articolo le cooperative debbono risultare iscritte all'albo regionale di cui all'articolo 9, comma 1.





Nota all'articolo12, comma 1, lettera f):
Per il testo dell'articolo 2, comma 5, lettera f), della legge 8 novembre 1991, n. 381, si vedano le note all'articolo 5, comma 1, lettere b) e c).

Nota all'articolo 14, comma 3:
Per il testo dell'articolo 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381, si veda la nota all'articolo 11, comma 1, 2 lettera b) e 4.


Nota all'articolo 15, comma 2, lettera c):
- Il testo dell'articolo 4 della legge 3 gennaio 1992, n. 59, recante "nuove norme in materia di società cooperative", (pubblicata nella C.U. n. 31 del 7 febbraio 1992 s.o.), è il seguente:
"4. Soci sovventori.- 1. Il primo e il secondo comma dell'articolo 2548 del codice civile si applicano alle società cooperative e ai loro consorzi, con esclusione delle società e dei consorzi operanti nel settore dell'edilizia abitativa, i cui statuti abbiano previsto la costituzione di fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o il potenziamento aziendale.

2. I voti attribuiti ai soci sovventori anche in relazione ai conferimenti comunque posseduti non devono in ogni caso superare un terzo dei voti spettanti a tutti i soci.
3. I soci sovventori possono essere nominati amministratori. La maggioranza degli amministratori deve essere costituito da soci cooperatori.
4. I conferimenti dei soci sovventori sono rappresentati da azioni nominative trasferibili.
5. Alle azioni dei soci sovventori si applicano il secondo comma dell'articolo 2248 ed il terzo comma dell'articolo 2355 del codice civile.

6. Lo statuto può stabilire particolari condizioni a favore dei soci sovventori per la ripartizione degli utili e la liquidazione delle quote e delle azioni. Il tasso di remunerazione non può comunque essere maggiorato in misura superiore al 2% rispetto quello stabilito per gli altri soci.
- Il testo dell'articolo 11 della legge 8 novembre 1991, n. 381 è (si vede la nota al titolo della legge) è il seguente:
"11. Partecipazione delle persone giuridiche. - 1. Possono essere ammesse come soci delle cooperative sociali persone giuridiche pubbliche o private nei cui statuti sia previsto il finanziamento e lo sviluppo delle attività di tali cooperative".


Nota all'articolo 17, comma 1, lettera e):
Il testo dell'articolo 5 del D. Lgs. C.P.S. 14 dicembre 1947, n. 1577 (si veda la nota dell'articolo 5, comma 1, lettera b) e c), è il seguente:
"5. Riconoscimento delle associazioni nazionali. - Il riconoscimento di cui all'articolo precedente viene concesso con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale ed è produttivo anche degli effetti giuridici di cui all'articolo 12 del codice civile.
Per ottenere il riconoscimento le associazioni nazionali debbono presentare apposita istanza al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, corredata da una copia dell'atto costitutivo e dello statuto, dall'eventuale regolamento interno, dalle dichiarazioni di adesione di non meno di mille enti cooperativi associati con la indicazione per cadauno del numero dei soci e da un documento da cui risulti il nome, cognome e qualifica degli amministratori, sindaci e direttori in carica e delle altre persone specialmente autorizzate a trattare per conto dell'associazione richiedente.

Le associazioni richiedenti debbono comprovare la loro efficienza centrale e periferica e presentare un elenco di revisori formato secondo le prescrizioni che saranno emanate dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale cui compete altresì la facoltà di richiedere qualsiasi altra documentazione atta a fornire la dimostrazione della idoneità delle associazioni ad assolvere le funzioni di vigilanza sulle cooperative associate".

Nota all'articolo 19, comma 1:
La legge regionale 31 maggio 1982, n. 29, recante "Norme ed indirizzi per il riordino delle funzioni amministrative e per la programmazione dei servizi in materia socio assistenziale", è pubblicata nel B.U.R. n. 32 dell'8 giugno 1932.


Nota all'articolo 20, comma 1:
Il testo vigente degli articoli 26, comma 1, e 27, comma 1, della legge regionale 31 maggio 1982, n. 29 (si veda la nota all'articolo19, comma 1), così come modificati dalla presente legge, è il seguente:
"26. Convenzioni. - Le Associazioni dei Comuni per la realizzazione degli interventi e dei servizi socio-assistenziali possono stipulare convenzioni anche per le singole prestazioni con gli Enti.
Le Associazioni operanti nel campo socio-assistenziale purché iscritte nel registro di cui all'articolo 27. Omissis.....

27. Registro regionale. - Gli Enti, le Associazioni dotate di personalità giuridica operanti nella regione che vogliono concorrere alla realizzazione dei fini di cui alla presente legge sono iscritti a domanda in un registro regionale istituito presso la Giunta regionale. Omissis.....

Note all'articolo 21, comma unico
- Il testo dell'articolo 5, secondo comma, della legge regionale 3 maggio 1978, n. 23, recante "Norme di contabilità regionale in attuazione della legge 19 maggio 1976, n. 335", (pubblicata nel B.U.R. n. 19 del 10 maggio 1978) è il seguente:

"5. Leggi regionali di spesa. - Omissis......
Le leggi regionali che prevedono attività o interventi a carattere continuativo o ricorrente determinano di norma solo gli obiettivi da raggiungere e le procedure da seguire, rinviando alla legge di bilancio la determinazione dell'entità della relativa spesa. Omissis......
- Per la legge 8 novembre 1991, n. 381, si veda la nota al titolo della legge

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